| Il disastro causò la morte di buona parte dei lavoratori: molti erano donne d'età compresa fra i 18 e i 25 anni. Queste donne morirono soffocate prima di riuscire a raggiungere l'uscita, che era stata sbarrata dal di fuori in modo che il personale non potesse uscire durante l'orario di lavoro. Negli anni successivi l' 8 marzo divenne la giornata del ricordo; negli USA si commemoravano le vittime della tragedia e fu naturale scegliere quella data per fissare una giornata di riflessione. 8 Marzo: le associazioni vicentine al femminile. Col passare degli anni però, come molte donne polemicamente ammettono e denunciano, la memoria si è affievolita e la ricorrenza è diventata spesso soltanto un pretesto per uscire tra amiche a festeggiare, forse con una punta di ripicca nei confronti dell'uomo che resta a casa e che è quasi obbligato (per evitare discussioni e dimostrare d'essere attento alle esigenze della propria partner) a regalare il classico mazzetto di mimosa, magari accompagnato da una rosa rossa, simbolo d'amore e di passione, per la gioia dei fiorai..... Perché proprio la mimosa? Il fiore simbolo dell'8 marzo è stato inventato in Italia, esattamente nel 1946. L'Udi (Unione Donne Italiane) stava preparando il primo "8 marzo" del Dopoguerra, e si pose il problema di trovare un fiore che potesse caratterizzare visibilmente la Giornata. Alle giovani donne romane piacquero quei fiori gialli profumatissimi, che avevano anche il vantaggio di fiorire proprio nel periodo giusto e non costavano tantissimo. Quindi la scelta della mimosa non ha un significato recondito, ideologico o quant'altro. Fu una scelta semplice e casuale, ma indovinata, un'idea di grande successo, visto che è rimasta stabile fino ai nostri giorni. Si offre alle ragazze, alle mogli e alle amiche, alle colleghe nei luoghi di lavoro e alle mamme. E' un dono che viene fatto non solo dagli uomini, ma si usa anche fra donne. E oltre ad essere un fiore profumatissimo e durevole, lo si trova l'8 marzo come "logo" di tanti manifesti, cartoline e copertine di giornali. E oggi ? Ora che il femminismo "vecchio stile" ha smorzato di molto i toni accesi di un tempo, le donne si chiedono se i luoghi comuni sull' 8 marzo non siano ulteriori barriere sulla strada, ancora lunga, che dovrebbe portare alla fatidica "parità dei sessi", e se sia giusto aspettare un giorno prefissato per rivendicare i propri diritti, e dopo, passata la festa, mettere tutto nel cassetto fino al prossimo anno. Le lunghe discussioni di donne inferocite che rivendicavano la parità, il diritto al lavoro fuori delle mura domestiche in nome dell'indipendenza ha avuto come conseguenza spesso soltanto un logorio di nervi. Molte donne si chiedono anche se sia questa l'indipendenza che volevano le loro nonne e mamme per le generazioni future, e se esse volessero davvero creare una società in cui la donna ricoprisse, col fiato corto, tanti (forse troppi) ruoli contemporaneamente. Le statistiche ed i sondaggi, intanto, parlano di un uomo intimidito dall'aggressività femminile, un uomo spesso confuso e spiazzato, che vorrebbe accanto a sé una donna un po' più dolce, più femminile. Dunque, come ogni anno, anche in questo 8 marzo 2002 molte donne si pongono ancora quegli interrogativi che da tempo sono al centro dell'attenzione. Che cosa significa essere emancipate per le donne di oggi? Un lavoro che assicura l'indipendenza economica e la libertà di lasciare, eventualmente, il marito o compagno? Molte donne lavorano anche per questo: se mi stufo, dicono, posso andarmene, sono padrona della mia vita! Ma è proprio così semplice? Un buon 8 marzo di riflessione a tutte. La storia di Safiya Il 18 marzo si terra' il processo di appello per decidere sulla lapidazione di Safiya Husseini Tungar-Tudu. Perche' l'8 marzo sia la festa di tutte le donne, aderisci anche tu all'appello per salvare la vita a Safiya. Invia una e-mail all'ambasciata nigeriana in Italia. Safiya Husseini Tungar-Tudu e' una donna di trent'anni e vive nello stato africano del Sokoto, in Nigeria. Safiya ha cinque figli, e' divorziata, e' stata lasciata dal secondo marito e ha subito violenza carnale da un uomo sposato che e' stato poi assolto per insufficienza di prove. In seguito a tale fatto Safiya ha avuto una bambina. Per aver avuto questo rapporto sessuale al di fuori del matrimonio Safiya e' stata condannata a morte tramite lapidazione, in base alla legge islamica introdotta di recente nel suo stato. Il caso di Safiya ha mosso l'opinione pubblica internazionale e l'esecuzione della sentenza, prevista il 9 ottobre scorso, stata sospesa dalla corte d'Appello dello Stato di Sokoto per consentire l'allattamento della bambina. Il 18 marzo si terra' il processo di appello per decidere se lapidare Safiya Husseini Tungar-Tudu. In concomitanza della Festa della Donna dell'8 Marzo, quinordest.it ti consente di spedire adesso una e-mail all'ambasciata nigeriana in Italia per impedire la condanna a morte comminata a Safiya Husseini Tungar-Tudu. Ecco il testo: Ambasciata della Nigeria, Alla cortese attenzione Sua Eccellenza l'Ambasciatore. Signor Ambasciatore, ci rivolgiamo a Lei pregandola di intervenire per impedire che Safiya Hussaini Tungar-Tudu sia messa a morte. La signora Tungar-Tudu, accusata di adulterio e madre di un neonato che sta tuttora allattando, e' stata condannata alla lapidazione dal Tribunale islamico della citta' di Gwadabawa nello stato del Sokoto. In virtu' della Sua carica La preghiamo di farsi promotore presso il Presidente del Suo Paese affinche' faccia quanto in Suo potere per concedere la grazia a Safiya Hussaini Tungar-Tudu. Come fare: 1) Seleziona con il mouse il testo qui sopra e copialo (tasti "Ctrl" + "C") 2) Scrivi l'indirizzo e-mail che é:embassy@nigerian.it; oggetto: appello per Safiya Husseini Tungar-Tudu. 2) Incolla (tasti "Ctrl" + "V") il testo sul tuo programma di posta elettronica 4) Se vuoi, firma l'e-mail aggiungendo alla fine il tuo nome e cognome 5) Premi invia dal tuo programma di posta per spedire la tua e-mail all'indirizzo pre-inserito, corrispondente all'ambasciata Nigeriana in Italia, in via Orazio 14/18 a Roma. |