| I magnifici quattro, dunque. Sono Gianni De Biasi, allenatore del Modena- promozione, Andrea Mandorlini, che sta battendosi con lo Spezia nei play-off della C/1, Ezio Glerean, la cui immagine è stata un po' inficiata dal campionato del Cittadella ma che agli occhi degli addetti ai lavori conserva indubbia credibilità, Alberto Cavasin, che in serie A ha fatto bene con il Lecce. Sagramola & Castagnini li hanno fatto seguire con attenzione durante l'ultimo scampolo della stagione e hanno avuto con loro anche incontri informali. Risultanze comunque positive, sia sotto il profilo della professionalità che sotto l'aspetto comportamentale. Spetta di diritto a Gianni De Biasi, indipendentemente dal miracolo-promozione azzeccato alla guida del Modena, la pole position di questa corsa alla panchina del Vicenza. Il tecnico trevigiano (è di Sarmede ma può considerarsi vicentino d'adozione) è infatti da tempo nel mirino di Sagramola e soprattutto di Castagnini, che ha diviso con lui l'avventura di Cosenza. Possiede credenziali tecniche ineccepibili nonostante gli alti e bassi di una carriera gestita comunque senza l'aiuto di procuratori compiacenti. Dal punto di vista tecnico De Biasi viene considerato un tecnico molto elastico. Non aderisce infatti ad alcun modulo particolare, effettua di sovente correzioni in corsa, si adatta con disinvoltura sia alle caratteristiche degli avversari che a quelle dei propri giocatori. Riesce in ogni caso a motivare al meglio la squadra e resiste d'abitudine, particolare non trascurabile, anche alle pressioni della società. Ravennate, Andrea Mandorlini è stato subito profeta in patria. Dopo un'esperienza alla Manzanese (CND girone D) culminata con una retrocessione, eccolo in giallorosso come secondo di Buffoni in serie C prima e di Novellino in serie B poi, due ottimi maestri che hanno consolidato esperienze calcistiche maturate come giocatore al Torino, all'Ascoli, all'Inter, all'Atalanta e all'Udinese. Mandorlini suscita consensi unanimi da parte degli osservatori per il modo autorevole con cui si propone in campo. Applica in linea di massima un "4-3-3" molto offensivo che fa leva sul vecchio bomber Giovanni Pisano. Pur dando speso spazi alla linea verde, Mandorlini non disdegna di tenersi al fianco alcuni anziani in grado di garantirgli un supporto imprescindibile di esperienza. Basterebbe citare, oltre a Pisano, il "Condor" Agostini che gli è stato al fianco l'anno scorso, oltre a Menolascina, Viviani e addirittura Bordin, che lo ha seguito da Trieste a Spezia. Un allenatore fuori dal coro: ecco la principale carte di credito di Ezio Glerean. Grande personalità, scelte coraggiose, l'handicap di dovere gestire quest'anno una squadra con giocatori di qualità scarsa. La retrocessione ormai decisa del Cittadella lo scioglierà forse da una sorta di patto di mutualità reciproca con collaboratori professionalmente ineccepibili e tuttavia non facili da spostare in blocco. Al Vicenza Glerean piace e può vantare anche un buon feeling con Castagnini, con il quale ha giocato nel Taranto in serie B. Ma il crack con il Cittadella potrebbe lasciare il segno. Dal punto vista tecnico le scelte di Glerean sono ben note: le sue squadre sono inderogabilmente offensive. Il modulo "3-3-1-3" è diventato in certi casi un "3-3-4" e addirittura un "4-2-4" di brasiliana memoria. Ma al di là dei numeri, ciò che contraddistingue Glerean e lo rende riconoscibile è soprattutto l'atteggiamento delle sue squadre in campo, sempre disposte a lottare ad armi pari contro chiunque. La scuola olandese, sotto questo profilo, ha lasciato indubbiamente in segno. Alberto Cavasin (una sola stagione in B sulla panchina del Cesena), si porta dietro la fama di difensivista. Una scelta questa che gli ha permesso tuttavia di centrare due salvezze con il Lecce alle prime esperienze in serie A e di azzardare la terza, prima che la società, con una mossa improvvida, decidesse di sostituirlo con Delio Rossi. Allievo di Bagnoli ai tempi del Verona, Cavasin ha cominciato la carriera di allenatore nel Treviso (1990) subendo subito l'amarezza di un esonero. Poi due buone stagioni al Trento e una serie di esperienze contraddittorie a Fano, Ravenna, Gualdo e Fiorenzuola fino al passaggio su una panchina di B a Cesena (salvezza centrata). Il resto è storia di ieri, compreso il benservito datogli dal Lecce a causa di un rapporto non idilliaco con i tifosi. Dal punto di vista tecnico il modulo è il "5-3-2" se non addirittura un "5-4-1". Nulla di nuovo sotto il sole, se non una marcata predilezione per il lavoro sul campo. |