L'orchestra cittadina, agli ordini del suo direttore principale, Giancarlo Andretta, con Benedetto Lupo al pianoforte, sarà impegnata nella Sinfonia dal Tancredi di Gioachino Rossini, nella Sinfonia n. 4 di Franz Schubert e nel Concerto n. 1 in re min. di Brahms.
LA SINFONIA DI ROSSINI.... La vicenda della Sinfonia del "Tancredi" è paragonabile a quella del Barbiere di Siviglia, anche se in questo caso si tratta di un brano composto inizialmente per un'opera buffa, destinato a diventare in seguito l'ouverture di un dramma serio; scritta inizialmente per La pietra di paragone (1812), la Sinfonia venne infatti successivamente riproposta da Rossini al principio del suo Tancredi (1813), ovvero del suo primo grande capolavoro serio, e come tale essa è oggi comunemente conosciuta. La composizione si apre con un Adagio dall'andamento cauto; l'Allegro che segue ha invece un esplicito carattere buffo e le abituali inflessioni gioiose e ricche di brio tipiche delle migliori ouvertures rossiniane.
E QUELLA DI SCHUBERT Nel 1816 Schubert compose due sinfonie, la Quarta e la Quinta, dai caratteri molto diversi. Il soprannome di "Tragica" fu attribuito alla Quarta a posteriori, dallo stesso Schubert. Questa è la sua unica sinfonia giovanile in tonalità minore, dove la scelta stessa del do minore fa pensare alla volontà di confrontarsi con tensioni beethoveniane; l'esito di questo approfondito impegno espressivo conferma, in realtà, l'autonomia di Schubert. La gemma della sinfonia è l'Andante dall'intenso respiro lirico; la prima idea preannuncia l'Improptu op. 142 n. 2 e si alterna con un episodio più oscuro e teso. Caratteri oscuri presenta anche il Minuetto nel cromatismo e nell'inquietudine armonica (in contrasto col Trio). Il finale ha ambizioni sinfoniche simili a quelle del primo tempo e dimensioni più ampie: anche nel suo procedere incalzante appaiono evidenti richiami a Beethoven. IL CONCERTO DI BRAHMS Scritto tra il 1854 e il 1858, il Concerto n 1 in re minore op. 15 doveva inizialmente essere la prima sinfonia di Johannes Brahms. Come tanti lavori brahmsiani, anche questo ebbe una difficile gestazione. Venne eseguito per la prima volta ad Hannover il 22 gennaio del 1859. Ma per il pubblico dell'epoca il concerto risultava troppo impegnativo soprattutto sotto il profilo dell'impianto strutturale e alle prime esecuzioni venne accolto con freddezza. Nel Maestoso iniziale il pianoforte arriva a dominare la scena progressivamente: partendo, nel primo tema, da toni smorzati, arriva all'esplosione del secondo tema che si conclude in una coda travolgente. L'Adagio, in sei quarti, ha una tipica scrittura ricca di accordi pieni. Il tema del Rondò, di chiara origine popolare ungherese, soprattutto per l'uso del sincopato e di certi ritmi puntati, si conclude con un festante Re Maggiore che offre al solista la possibilità di mettere ben in evidenza le sue qualità virtuosistiche. I biglietti con prezzi tra i 10 e i 18 euro per "Il Suono dell'Olimpico" sono in prevendita al botteghino del Teatro Olimpico (tel. 0444-222801; fax 222808), aperto anche mezz'ora prima dell'inizio del concerto, e comunque dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17 (domenica e lunedì chiuso, salvo nei giorni di spettacolo). |