| Per lo sport di Vicenza era impensabile una soluzione diversa tanto č stato profondo il solco tracciato dal professor Perraro, per il quale non č esagerato scomodare aggettivi assoluti. Leggendario il suo modo di concepire e vivere lo sport non dalle tribune ma con un impegno in prima persona ed un atteggiamento di massima apertura. "Ricordo che nelle serate nebbiose nelle quali non si vedeva ad un palmo dal naso per non farci perdere una sola seduta di allenamento ci faceva luce precedendoci in bicicletta" , racconta Diego Cappellina, alcuni anni orsono campione mondiale di velocitā tra i medici veterani. Guido Perraro č stato un tecnico ed un personaggio che ha lasciato il segno, un amico ed un allenatore tutto d'un pezzo per il quale ancora adesso gli aggettivi ed i ricordi sono un fatto ricorrente al Campo Scuola di Via Rosmini. Di lui si raccontano aneddoti sul suo attaccamento quasi viscerale all'Atletica e sulla sua severitā ammantata di generositā e disponibilitā verso i ragazzi della sua societā, il Gruppo Sportivo Marzotto che fu fucina di tanti campioni. Perraro inoltre fu antesignano dell'atletica femminile perchč a lui si deve la nascita di una societā sempre di atletica leggera, la Boscutti creata dal niente insieme all'amico giudice di gara Alfeo Alessio. Ne parla con enfasi per i tecnici di adesso Alberto Biasi, per il quale Perraro č stato un maestro anzi "il maestro". Un vero gentleman che al comportamento abbinava una coerenza ed un attaccamento ai valori che l'hanno fatto benvolere da tutti. Adorato dai suoi allievi al Liceo Classico Antonio Pigafetta sino ai campi di atletica, unico vero sport a suo dire, anche se Perraro ha militato con successo nel basket. Non č esagerato affermare che ha gettato le basi del movimento atletico vicentino che in seguito sarebbe arrivato sino al tripode olimpico. Un suo allievo, il breganzese Carlo Laverda, fece parte, nel '68, della staffetta veloce azzurra alle olimpiadi di Cittā del Messico. Assai coinvolgente ed affettuoso quanto ha scritto il professore Roberto Pelizzaro, ex-allievo del Pigafetta, che al proprio insegnante Guido Perraro ha dedicato un intero capitolo della sua apprezzata pubblicazione Pigafettavimus: "Ci portava a correre anche per tutta l'ora. Vento, freddo, caldo, pioggia, sole non importavano. Importava la corsa, regina dell'atletica leggera. Importava l'atletica leggera, regina di tutti gli sport. Il bello era che lui correva con noi, cosa che ci creava pensieri mica da ridere". Parole di stima ed apprezzamento per il prof. Perraro ha sempre espresso anche il prof. Sergio Ceroni in un periodo aureo dell'atletica vicentina, gli anni '70, che grazie ai suoi campioni era invidiata ed osannata in ogni dove. Alla cerimonia di intitolazione, assieme ai familiari del professore Perraro, sono intervenuti l'assessore ai servizi sportivi Michele Dalla Negra, il presidente provinciale del Coni Umberto Nicolai e le autoritā politiche e sportive cittadine. Scoperta una targa donata dal Comitato per il Parco dello Sport Guido Perraro. |