| Le vertenze con l'Inpdap continuano e la situazione secondo il sindacato inquilini si sarebbe aggravata con la gestione della GEFI, società consortile alla quale l'ente ha affidato anche il processo di cartolarizzazione del suo patrimonio immobiliare. "A Vicenza è tutto bloccato, afferma Tomasini, e di vendita degli immobili di proprietà Inpdap non se ne parla! Questa società, che avrebbe dovuto razionalizzare la gestione del patrimonio immobiliare ha invece complicato la vita agli inquilini e non sembra essere di aiuto all'ente pubblico proprietario di almeno 300 appartamenti in città.Anzi si tratta di una gestione costosissima per Inpdap, come ha dimostrato di recente la trasmissione televisiva Report di Rai Tre". Il Sunia di Vicenza chiede alla Gefi la prescrizione delle spese condominiali richieste nel 1996-97, mai comunicate in modo preciso e secondo la suddivisione per millesimi. Anche per il periodo 1998-99 il sindacato contesta la genericità delle richieste perché mancano i prospetti complessivi sempre riguardanti le spese condominiali. Inoltre, per entrambi i periodi, i criteri di ripartizione delle spese non vengono spiegati e quindi non sono identificabili e le voci di spesa non sono precisate. "Ora ogni famiglia interessata deve inviare una contestazione specifica al gestore e al proprietario", afferma Tomasini ricordando che il Sunia è a disposizione degli inquilini per l'assistenza tecnico-legale. Ci sono anche particolari che evidenziano gli errori grossolani della gestione Gefi. Per esempio ai Pomari viene addebitato un servizio di portierato che non esiste nella realtà; vengono addebitate spese stratosferiche per il consumo di acqua fredda, quando il sistema di riscaldamento è autonomo per tutte le unità abitative. Nelle spese per l' ascensore non sono distinte le spese dei consumi da quelle della manutenzione. "Ad ogni richiesta che avanziamo per conto dei nostri associati, afferma Marina Tomasini, la Gefi, che per Vicenza ha sede a Verona, risponde che dovremmo mandare un nostro consulente a controllare le spese presso la loro sede: ma non possiamo impiegare risorse per fare un lavoro di controllo che dovrebbe essere garantito dalla stessa Inpdap, che invece, a quanto mi risulta, per ora non ha mosso un dito nei confronti della società consortile digestione". |