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E' arrivato Spider Man
Grande successo anche nelle sale vicentine
Un successo prevedibile, anzi previsto. Uno dei maggiori incassi al botteghino italiano, addirittura il più alto degli ultimi dieci anni. E anche a Vicenza esplode la "Spidermania", un fenomeno cinematografico che prende spunto dai trascorsi fumettistici del supereroe americano e che rivive una nuova giovinezza sul grande schermo in techicolor, arricchito da mille effetti speciali e da trovate sensazionali. Diciamo subito una cosa: il pubblico si divide in due parti. La prima è quella dei giovanissimi, che conoscono l'Uomo Ragno per la prima volta al cinema, la seconda è fatta dal pubblico dei trenta-quarantenni, che hanno imparato ad amare l'eroe sulle pagine a colori dei mitici fumetti Marvel Comics, e che ne conservano un ricordo quasi "sacro".
Spider Man al cinema

Ma perchè tanto clamore? Innanzitutto l'idea della versione cinematografica dopo 40 anni di pubblicazioni di uno dei fumetti più popolari del mondo (da noi solo Tex Willer ha fatto di più, e il celebre cowboy bonelliano festeggia guarda caso proprio in questi giorni il traguardo del 500esimo numero).

Poi il protagonista della storia, che ha il volto comune e rassicurante del giovane Tobey Maguire, uno dei talenti emergenti del cinema americano, il classico bravo ragazzo tranquillo al quale ogni mamma darebbe volentieri in sposa la propria figliola. E non ultima la regia, firmata da uno dei veri maestri del cinema thriller-fantasy Usa, Sam Raimi. Se a questo si aggiunge il non trascurabile fatto che il battage pubblicitario è stato devastante, ecco bell'e pronta la risposta alla domanda appena fatta.

Un discorso a parte va fatto per il pubblico americano. L'Uomo Ragno incarna il mito dell'eroe per antonomasia, il "cavaliere senza macchia e senza paura". Sa sempre dove avviene il male, sa sempre quando intervenire. Quando il cattivo di turno minaccia l'ordine sociale, lui c'è, si arrampica sui grattacieli che per merito suo non crollano, e non c'è malvagio o minaccia o complotto che riesca a tenergli testa. Spider Man è la giustizia , che arriva implacabile come il destino, che non conosce limiti o avversità. Si potrà obiettare che sia il solito ottimismo hollywoodiano, ma ora è di questo che l'America ha bisogno, e per questo l'America è andata tutta o quasi al cinema, al di là dell'indubbia efficacia del film.

E da noi? A parte il facile aggancio con il vezzo nostrano di accogliere a braccia aperte tutto ciò che arriva da oltre oceano, c'è da dire che il pubblico dei giovani ha dimostrato chiaramente di gradire il genere di pellicole che solleticano la fantasia e l'immaginario. E poi ci sono gli effetti speciali, profusi a volontà, che indubbiamente fanno del film uno spettacolo godibile.

LA STORIA
Rimasto orfano in tenera età Peter Parker (Tobey Maguire) cresce con gli zii nel quartiere newyorkese di Queens. La sua vita è quella di uno studente come tanti con la passione della fotografia. E' innamorato, non corrisposto, della più bella della scuola, Mary Jane Watson (Kirsten Dunst). Durante una gita scolastica, nel corso della quale gli studenti assistono a una dimostrazione scientifica sui ragni, Peter viene morso e la sua vita cambia per sempre. Inizialmente sfrutta i suoi super poteri per guadagnare qualche soldino, ma quando una tragedia colpisce la sua famiglia, decide di dedicare la sua vita alla lotta contro il crimine facendo sue le parole dell'amato zio: "un grande potere comporta una grande responsabilità" . Nel frattempo il megalomane uomo d'affari Norman Osborn (Willem Dafoe), padre del suo migliore amico, subisce a sua volta trasformazioni fisiche a causa di un esperimento scientifico che lo rende folle e pericoloso. Norman si sdoppia in Green Goblin, nemico giurato di Spider Man.

DAL FUMETTO AL CINEMA
Creato dalla fervida immaginazione dei disegnatori Marvel, Spider Man fa la sua prima apparizione nel 1962 nell'ultimo numero della pubblicazione Amazing Fantasy. La sfida di portarlo sul grande schermo è stata accolta con entusiasmo da Sam Raimi, da sempre appassionato lettore di Spider Man, tanto da farselo dipingere, all'età di 12 anni, a grandezza naturale sopra il letto."Lavorare su Spider Man è un po' come camminare su un terreno sacro, ha detto il regista. Sentivo di essermi accollato una tremenda responsabilità. Per catturare il vero spirito del personaggio mi sono concentrato su alcuni aspetti che sentivo più veri. Io credo che la forza di Spider Man risieda nel fatto che sia una persona comune, uno di noi. E' andato a scuola, non riesce a conquistare la ragazza dei suoi sogni, non ha mai avuto un soldo in tasca... poi gli capita un fatto strordinario e diventa superoe, ma la sera continua a fare i compiti a casa".


11/06/2002

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