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Il vicolo cieco delle pay tv
di Adalberto Scemma

Cinque contratti blindati da Tele+ (quelli di Juventus, Milan e Inter e quelli appena sottoscritti con Reggina e Torino) e cinque da Stream (Roma, Lazio, Parma, Udinese e Bologna). Tutti gli altri, compreso quello del Vicenza, sono in scadenza ad accezione di Lecce, Venezia e Fiorentina retrocesse in serie B e tuttavia legate a Stream fino al 2005. Ci sono dunque ampie probabilità di arrivare a un dolorosissimo braccio di ferro e di dare corpo alle ipotesi di un crollo dell'impero televisivo in criptato. Mentre il Mondiale impazza e il calcio batte quotidianamente qualsiasi record di ascolto (la Nazionale viaggia ormai oltre i 20 milioni di contatti), il giocattolo della pay-tv rischia di rompersi in barba alle previsioni ultraottimistiche di alcuni anni fa.

I giocatori biancorossi festeggiano

E acquista una forza sempre maggiore, in questo ambito, la Plusmedia Trading cui il Vicenza ha aderito sin dalle prime battute. Il pool tratterà infatti la cessione dei diritti televisivi soltanto in blocco, una eventualità questa che terrorizza i responsabili delle pay-tv. "Ci sono otto squadre ancora sotto contratto -analizza il vicepresidente di Tele+ Mario Rasini- e sono tutte quelle aderenti alla Plusmedia. Ma chiedono una cifra spropositata, il 40 per cento in più rispetto alla passata stagione. Impossibile trattare su queste basi".

Impossibile trattare anche da parte della Plusmedia Trading. Enrico Bendoni, l'ex-capo ufficio stampa del Col Italia 90, ha avuto delega di tenere i contatti anche a nome del Vicenza ed è deciso a tenere duro. "Per cominciare una trattativa seria -ha detto- dobbiamo partire da una base di 10 milioni di euro a squadra". Una base che Rasini rifiuta categoricamente: "Vorremmo sederci a un tavolo con Bendoni e trovare con lui un accordo ragionevole. Se ci chiede troppo andiamo in crisi noi ma di conseguenza anche il calcio".

Alla Plusmedia Trading, oltre al Vicenza, fanno capo Atalanta, Brescia, Chievo, Perugia, Piacenza, Udinese, Verona, Venezia, Modena, Como e Empoli. In questi due ultimi casi si può parlare di una autentica beffa per Tele+ e Stream se è vero che Como e Empoli, neopromosse in serie A, sono state letteralmente snobbate nella passata stagione e lasciate prive di contratto in quanto giudicate "non appetibili" da entrambi gli operatori.

Ma c'è di più: se è vero che in serie A le società libere da vincoli televisivi sono 8 su 18, in serie B la situazione è addirittura impressionante: soltanto 4 società sono infatti contrattualmente in regola. In questo clima di assoluta incertezza Tele+ sembra comunque voler rassicurare i propri abbonati: con ogni probabilità cancellerà dall'offerta i pacchetti "Away" e "Full" (tranne che per i contratti bar) commercializzando il solo pacchetto "Gold" (tutte le partite) a 30,99 euro al mese.

Proprio venerdì scorso, a Brescia, le società di provincia aderenti alla Plusmedia Trading hanno analizzato le mosse da compiere in vista della prossima stagione. Ma non si esclude il tentativo di Tele+ e di Stream di favorire una spaccatura. Stando alle indiscrezioni, infatti, Empoli e Como potrebbero rompere il fronte firmando il contratto con Stream.

Il Modena avrebbe rifiutato invece l'accordo singolo delegando al pool il compito di trattare la cessione dei diritti. E il Vicenza ? Sagramola non ha alcuna intenzione di cedere. Sere fa, a cena con Pastorello e Miola, ha ribadito l'intenzione di tener duro: è questa l'unica chance che viene offerta oggi a una società di provincia per evitare di essere fagocitata dalle grandi. "Il nostro mercato è bloccato -osserva Sagramola- per la mancanza assoluta di liquidi. Dobbiamo fare una corsa di attesa, valutando con attenzione le mosse degli altri prima di muoverci".

La strategia del Vicenza, a questo punto, è ampiamente decifrabile. In mancanza di un accordo con le pay-tv e senza poter attingere al serbatoio che in passato è stato tradizionalmente rappresentato dalla cessione dei pezzi migliori alle grandi, la società biancorossa non può che attendere gli eventi sperando che il mercato possa in qualche modo muoversi. C'è una data prefissata, il 26 giugno, che potrebbe segnare una svolta: quel giorno scatta infatti il termine ultimo per la risoluzione delle comproprietà, quanto basta per ipotizzare uno scossone destinato a lasciare un segno anche sul mercato del Vicenza.


17/06/2002

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