| Una recente indagine Istat sull'uso del dialetto in Italia ha evidenziato che non bastano più la famiglia e le relazioni sociali per garantirne la sopravvivenza. Sta diventando fondamentale anche l'apporto della scuola. Il Veneto comunque è la regione in cui il dialetto ha la maggiore diffusione tra la popolazione, che lo parla nella misura del 42,6%. Proprio in questo filone della tutela delle tradizioni culturali e dell'identità veneta, la Regione propone un "Corso de vèneto par vèneti e foresti", sotto forma di manuale e videocassetta, pubblicato in coedizione con la Scantabauchi Editrice di Padova. L'opera è stata presentata a Padova dall'assessore regionale alla cultura e all'istruzione Ermanno Serrajotto. Erano presenti gli autori Silvano Belloni, Walter Basso, e il duo cabarettistico vicentino "Le Bronse Querte" (Remigio Ruzzante e Roberto Soldan). | |
| L'assessore Serrajotto ha evidenziato come la Regione in questa legislatura abbia puntato molto sulla salvaguardia e la valorizzazione dell'identità veneta "per conoscere chi siamo stati, chi siamo e pensare alla progettazione di chi saremo domani". Gran parte della produzione editoriale - ha fatto presente - ha riguardato le tradizioni popolari, la storia e l'arte del Veneto: "è uno degli obblighi fondamentali che abbiamo". Ma anche la lingua - ha detto Serrajotto - fa parte del patrimonio da difendere, soprattutto se vista come strumento per "rafforzare la storia, la cultura e la lingua e questo corso contribuisce a rinsaldare il sentimento di identità e appartenenza a questa comunità". I destinatari principali sono i ragazzi delle scuole, a cui sarà distribuito, ma sarà in vendita anche nelle librerie per chiunque - "foresti" compresi - voglia entrare in contatto in maniera semplice e non cattedrattica con il dialetto veneto (nello specifico, quello padovano, preso come esempio della lingua parlata nell'area centrale della regione). Uno degli scopi di questo corso - ha spiegato Silvano Belloni, che è stato insegnante per molti anni - è dimostrare che parlare e scrivere in dialetto non è difficile e soprattutto rappresenta un arricchimento e non un impoverimento."C'è una ricchezza nel dialetto - ha detto Belloni - che non deve andare dispersa". Una ricchezza - hanno aggiunto i due componenti delle Bronse Querte - che si può trasmettere anche con allegria e in modo divertente, come si è cercato di fare con questa iniziativa. Dall'indagine dell'Istat su un campione di 20 mila famiglie, resa noto lo scorso marzo, risulta che su scala nazionale solo il 6,4% dei bambini usa il dialetto, mentre la percentuale supera il 40% fra gli ultrasettantenni. |