| Una provocazione vera e propria, tanto più efficace in quanto l'attuale commissario ad acta, cioè Adriano Galliani, non è in grado di far fronte in alcun modo all'impegno. Accanto a Pastorello, ecco Corioni e Radici, ecco Aliberti e Cellino, ed ecco soprattutto Rinaldo Sagramola, che ha aderito sin dall'inizio alla rivolta delle "piccole", riunitesi sotto l'esige dalla Plusmedia Trading e decise a prendere la Lega, Tele+ e Stream a picconate. Ormai è guerra aperta. E c'è il rischio concreto di un blocco dei campionati. Potrebbe essere programmata in questo fine settimana, dunque, la prima serrata del calcio italiano. Alla crisi per debiti (circa metà delle società di A e B non hanno ancora messo a posto i bilanci e non hanno quindi i requisiti per iscriversi al campionato: le deroghe concesse a Fiorentina e Genoa, tanto per fare un esempio, rappresentano il solito accomodamento all'italiana), si aggiunge la rottura delle trattative con Telepiù e Stream per i diritti del calcio criptato. Rottura che riguarda 11 società di A e B (Atalanta, Brescia, Chievo, Como, Empoli, Modena, Perugia, Piacenza, Venezia, Verona e Vicenza) cioè il consorzio denominato Plusmedia Trading. A queste società i rappresentanti delle Tv hanno offerto le stesse condizioni dell'anno scorso, circa 4 milioni di euro a testa, ritenendo che la proposta fosse congrua tenuto conto della crisi che ha investito tutto il movimento. La richiesta delle 11 società è invece di 10 milioni di euro a testa: su queste basi la trattativa non è stata nemmeno aperta. Plusmedia all'attacco. La Plusmedia Trading fa notare che allo stato attuale Telepiù e Stream detengono i diritti di 170 partite (85 per uno) mentre il consorzio delle piccole società possiede 136 partite, 40 delle quali con le grandi società. Il ragionamento portato avanti è semplice: dal momento che si gioca in due, il pacchetto delle 11 società non può valere meno di quanto incassa la sola Juve. Che nel pieno della crisi, ecco un altro argomento forte, ha ottenuto insieme a Milan e Inter un notevole ritocco all'insù del contratto con Telepiù, che per altro versa anche 25 miliardi per la sponsorizzazione delle maglie bianconere. Il reggente della Lega, Adriano Galliani, ha tentato una mediazione ma si è presto ritrovato nella parte dell'accusato: tra i più accesi il presidente del Brescia Corioni che ha parlato apertamente di conflitto di interessi visto che Galliani, Mediaset a parte, è anche consigliere di amministrazione di Telepiù. Alla fine della riunione, il consorzio delle piccole società ha scritto e consegnato una lettera a Galliani diffidando la Lega dal predisporre la compilazione dei calendari, che in teoria dovrebbero essere varati il 2 agosto. Anche la trattativa con la Rai per i diritti in chiaro è congelata. Il prossimo campionato, insomma, per ora non si gioca e questa partita durissima rischia di trasferirsi sul tavolo del Governo. In attesa del commissariamento della Lega e dell'epurazione a via Allegri: il primo a saltare sarà il segretario federale Petrosino. Vicenza, conti in regola. Un bilancio da fiore all'occhiello, quello del Vicenza. La società biancorossa ha in conti in regola ed è tra le società di serie B meglio piazzate nella speciale classifica della trasparenza. Può impensierire, in prospettiva, il fatto che sia stato concesso eccessivo spazio all'uso delle plusvalenze ma al momento attuale appare comunque evidente che la situazione di estremo disagio sotto il profilo economico che riguarda il calcio italiano tocca il Vicenza soltanto di riflesso. Con la speranza, naturalmente, che i tanti creditori onorino fino in fondo il proprio impegno. |