| Riparte la stagione del Vicenza e la novità più eclatante è rappresentata.dall'assenza di novità. Un caso anomalo, in un calcio che ha imposto fino a ieri il pedaggio (talvolta elevatissimo) di un ricambio costante dei protagonisti, come accadeva un tempo alle ballerine di fila. C'è in tutto questo qualche vantaggio, che la squadra può sfruttare nell'arco della stagione e che la società ha l'opportunità di capitalizzare. Il vantaggio di un corsa di copertura, per esempio. Il Vicenza non parte con i favori del pronostico, è inserito tra le possibili outsider soltanto in virtù del blasone, si libera dalle pastoie di quell'immagine ingombrante ("La corazzata della serie B") che lo scorso anno l'aveva vistosamente frenata in avvio. Una opportunità non trascurabile anche per la società, che può dedicarsi con maggiore convinzione -senza l'obbligo di esibire risultati agonistici ad ogni costo- all'opera di ricucitura di un rapporto con la tifoseria ormai imprescindibile. Una dimostrazione di coerenza, in definitiva. | |
| Lo scorso anno, quando Sagramola & Castagnini hanno scelto di puntare (e pesantemente) su un gruppo di così evidente caratura tecnica, la critica era sembrata assecondare senza riserva le strategie della società. Giudizi positivi, va ricordato, al di là delle valutazioni di carattere strettamente economico che avevano accompagnato certe operazioni a rischio. Del resto, alla vigilia dei cento anni della società, la dirigenza aveva l'obbligo, anche e soprattutto morale, di tentare anche a costo di evidenti sacrifici l'immediata risalita in serie A. Rispetto all'ultimo campionato molte cose sono vistosamente mutate. Il calcio di oggi è in piena sofferenza, il rischio di un fallimento totale è sempre presente e c'è da chiedersi con quale efficacia, e con quale autorevolezza, possano proporsi in veste di innovatori gli stessi personaggi che hanno spinto l'attuale struttura calcistica a un passo dal baratro. E c'è sempre un vecchio dubbio ad attanagliarci, l'idea cioè che la gestione dissennata del calcio sia stata pilotata in realtà in maniera artata: talmente abnorme l'insipienza, insomma, da apparire il frutto di un calcolo prima ancora che di una vocazione allo scialo. Non mancano le incognite, rappresentate dall'iscrizione a rischio della Fiorentina, dai problemi del Genoa, dalle situazioni vistosamente in bilico del Palermo e del Venezia. Per non parlare del solito Napoli. Uno scenario, insomma, per ora indecifrabile all'interno del quale il Vicenza potrebbe muoversi con sicurezza grazie alla garanzia di un bilancio giudicato dalla Lega ineccepibile. Ci sono società, e non solo tra i cadetti, ormai in affanno. Ce ne sono altre (il Cagliari, il Lecce, lo stesso Bari) che devono fare i conti con tifoserie animate da una vena polemica fuori misura. E infine c'è la"corazzata Sampdoria", con il magnate Garrone pronto a spendere un centinaio di miliardi per farla tornare grande e con Novellino chiamato a battere un record: la quarta promozione consecutiva, su quattro diverse panchine, dalla B alla A. Il Vicenza, stavolta, corre da outsider. In bocca al lupo. |