| La storia di Tashi, che dopo 3 anni, 3 mesi, 3 settimane e 3 giorni in eremitaggio decide di seguire le proprie naturali pulsioni sessuali, è una perfetta allegoria dell'eterno conflitto tra la carne e lo spirito, tra i desideri terreni che ci tengono incatenati al livello più "fisico" dell'esistenza e l'anelito spirituale che ci porta a cercare vette più elevate. La bellezza del film sta nella sua sottile leggerezza, un merito che va riconosciuto all'esordiente regista Pan Nalin. Una leggerezza che ritrae molto bene l'atmosfera che ben conosce chiunque si sia anche solo timidamente avvicinato all'affascinante mondo della meditazione e della ricerca spirituale interiore. La stessa ambientazione in India e nei meravigliosi scenari del Ladhak, conferisce alla pellicola un fascino di grande presa sul pubblico occidentale, buona parte del quale è già da qualche anno incuriosito e attratto dalla diffusione delle filosofie buddhiste. Trattare un argomento così delicato in modo così aereo è molto raro. Il racconto della vita fisica e spirituale di una persona con tutti i suoi dubbi, i suoi errori e le poche certezze è in fondo una rappresentazione di ciò che molti di noi sperimentano almeno una volta. E il colpo di scena finale (che non vi raccontiamo....) ci riattacca alla terra facendoci apparire giusto quello che pensavamo sbagliato e viceversa. Samsara, durata: 138'. Regia: Pan Nalin. Con: Shawn Ku, Christy Chung, Sherab Sangey, Kelsang Tashi. Genere: Sentimentale/Drammatico. Al Multisala Roma di Vicenza orario 20.00 e 22.40. Sito internet ufficiale: www.samsarafilm.com |