| Gli effetti positivi dell'abbronzatura: stimolazione della formazione di melanina, sintesi della vitamina D, effetto estetico. Quelli negativi? Colpi di sole, eritemi, edemi, invecchiamento della pelle, nei casi peggiori tumori della pelle. La cute si difende dai danni dei raggi ultravioletti con due meccanismi: aumenta la quantità di melanina prodotta dai melanociti dello strato basale dell'epidermide, con conseguente apparizione della tintarella; ispessisce lo strato corneo che riveste l'epidermide. Naturalmente se l'esposizione al sole è graduale, in ore adatte, opportunamente distanziate, la pelle riesce a difendersi da sola dai danni sia immediati che cronici. Se l'esposizione è eccessiva o troppo brutale, la cute diventa anelastica, giallastra, opaca e abbellita solo per brevi periodi da un'abbronzatura temporanea.
Per capire meglio le caratteristiche degli individui e la loro possibile risposta all'esposizione solare, è possibile distinguere 3 tipologie diverse di persone in termini di fotosensibilità. TIPO I: persone con una normale fotoresistenza, con una pigmentazione rapida ed uniforme. Hanno questi requisiti i bruni e i castano scuri, che possono esporsi al sole senza una particolare attenzione, in modo progressivo e ottenere una veloce pigmentazione. TIPO II: persone a lenta pigmentazione, mediamente resistenti. Sono i soggetti biondi o castano-chiari, che devono esporsi usando preparati filtranti, iniziando con pochi minuti nelle ore meno calde, soprattutto i primi giorni. TIPO III: persone poco resistenti, con una pigmentazione assente o non uniforme. Sono gli albini che devono ridurre al minimo l'esposizione solare, usare preparati con filtri solari a dosi elevate. I filtri solari: l'indice di protezione solare "SPF" (Sun Protection Factor) è definito dal rapporto del tempo in cui si sviluppa una reazione infiammatoria della cute accompagnata da un leggero edema senza filtro solare rispetto al tempo con filtro solare. I filtri devono essere applicati in modo uniforme e, per lunghe esposizioni al sole, ri-applicati ogni due ore. In caso di bagni, il filtro deve essere nuovamente applicato. Attenzione ai fattori ambientali! La presenza di superfici riflettenti (acqua, neve, ecc.) aumenta molto il pericolo di eritemi. L'intensità delle radiazioni aumenta con l'altitudine: molto più forte in montagna. Attenzione al vento che può trarre in inganno togliendo la sensazione di caldo sulla pelle. Alcuni consigli per finire: ESPORSI AL SOLE CON GRADUALITA': il primo giorno è quello più a rischio: non fidarsi delle sensazioni, ma limitare molto il tempo di esposizione. NON ESPORSI AL SOLE NELLE ORE CALDE: dalle 11 alle 15 i raggi del sole sono più verticali e perciò più pericolosi. ATTENZIONE ALLE SUPERFICI RIFLETTENTI (acqua, neve): il rischio di eritemi aumenta ATTENZIONE ALL'ABRONZATURA IN QUOTA: l'intensità delle radiazioni aumenta con l'altitudine: è molto più pericolosa l'esposizione in montagna che al mare. UTILIZZARE FILTRI SOLARI: specialmente i primi giorni e se si è di carnagione chiara, utilizzare i filtri solari (applicarli ogni due ore e dopo i bagni di mare) Conclusione: si può comunque affermare che esporsi al sole con attenzione, cioè utilizzando adeguati filtri solari, evitando gli orari troppo rischiosi ed esponendosi per periodi di tempo ragionevoli, non è nocivo per la pelle, ma dà come risultato un'abbronzatura omogenea e duratura. |