| Prosegue nel ristrutturato museo delle ex Carceri di Asiago la rassegna dedicata al genio creativo di Antonio Ligabue. Inaugurata lo scorso luglio, la rassegna è visitabile fino al 22 settembre . Entrato nella storia e nella leggenda, Ligabue, per alcuni pittore naif e per altri vicino all'arte di geni come van Gogh, è personaggio la cui vita tocca le corde dell'emozione. La sua malattia, i ricoveri all'ospedale neuropsichiatrico, alternati ai momenti in cui elaborava i temi per i suoi dipinti andandoli a cercare al Museo di Storia Naturale Spallanzani di Reggio Emilia, hanno costruito attorno alla sua figura un alone di mistero e partecipazione umana. La rassegna asiaghese è incentrata sulle opere dell' età matura dell'artista, in cui si fa strada l'esigenza dell'autoritratto: nel rapporto tra figura e sfondo emerge tutto il senso del paesaggio interiore di Ligabue, vera rappresentazione della psicologia del personaggio. |  |
| Così per Autoritratto con farfalla , un olio in cui meraviglioso e tragico si ricongiungono quasi a voler sintetizzare in un'unico afflato il significato stesso della sua vita e di quella di ogni essere umano. E ancora sculture, incisioni e disegni: circa 90 opere disposte nel bellissimo spazio espositivo nel centro storico di Asiago , visibili anche con la guida di un catalogo ragionato che aiuta a comprendere meglio il grande mondo immaginario di un genio per lungo tempo incompreso. Come ha detto L. Piccioni, "Individuate le fonti dei suoi soggetti, l'arte di Ligabue si affida alla sicurezza, alla sapienza dell'impostazione drammatica, all'uso provocatorio del primo piano nei ritratti di persone o di belve, coi quali aggredisce l'osservatore, l'impiego dei colori che traducono in festa i duelli mortali degli animali feroci, la grande tensione di cui sono cariche anche le composizioni più analitiche". "Nell'opera di Ligabue essenziale è la componente onirica, in virtù della quale sapeva trasformare incubi e immagini in visioni incantate di colore, rappresentando nel contempo quella solitudine dell'inconscio nella quale, come in fondo al mare, si può vivere insieme a tanti altri restando sempre soli", scrive Marica Rossi. |