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Un'area naturale vicentina
La riserva idrica appena a nord del capoluogo
Forse sono in pochi a sapere che nel vicentino c'è la più vasta riserva idrica d'Europa, un territorio ricco di storia, cultura e prodotti enogastronomici. Le risorgive della zona tra Caldogno, Villaverla, Dueville e Monticello Conte Otto diventano spunto per la formazione di un'associazione e per l'elaborazione di un progetto di valorizzazione presentato ufficialmente qualche giorno fa a villa Caldogno. "L'obiettivo principale del progetto, ha detto Roberto Franzina, presidente della Pro loco di Caldogno, è lo sviluppo turistico dell'area, mirando in particolar modo a potenziare l'offerta turistica, a promuovere e a commercializzare un vero e proprio marchio indentificativo della zona, fetta della provincia ricca di storia, natura, cultura e prodotti enogastronomici".
L'acqua, fonte di vita e bene prezioso

L'area si presta del resto allo sviluppo di numerose proposte. "Per il suo ambiente naturale, per i suoi beni culturali, per le sue tradizioni locali, l'area risponde alle nuove tipologie di turismo, ad approfondire l'aspetto naturalistico a riscoprire e valorizzare le tradizioni locali, riprende Franzina. La zona riesce a garantire un'offerta integrata che naturalmente si esprime come attrazione turistica". Si tratta, del resto, di un'area piuttosto ampia. Delimitata a sud da Porta San Bortolo a Vicenza, si sviluppa poi ad ovest con l'acquedotto romano di Lobbia, per arrivare a est nella zona di Bolzano Vicentino sul fiume Tesina e a nord nella fascia Villaverla, Montecchio Precalcino, Sandrigo.

E si tratta di un'area che vanta un notevole patrimonio artistico (le ville palladiane, ma non solo), storico (dall'età del bronzo) ed enogastronomico, come testimoniano la sagra del clinto di Villaverla, la festa del mais di Marano e il menù della cena proposto giorni orsono a chiusura delle Settimane in villa Caldogno: insalatina di trota Fario di risorgiva con i finferli, zuppa di mais di Rettorgole, orzo e fiori di zucca, risoto de Ciupese (rane, crescione, ortica), quaglia disossata alla palladiana con tartufo dei Berici e "teghe de Sant'Anna" e Sugoli con mosto di crinto e gelato allo yogurt. "Il progetto, precisa il sindaco di Caldogno, Costantino Toniolo, è nato dalla sinergia fra pubblico e privato ed è reso possibile dal sostegno delle Regione e dalla legge veneta sul prodotto turistico, dove si fa preciso riferimento al sistema turistico locale omogeneo".


14/08/2002

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