| Al suo interno, una macro proiezione digitale consente di vedere, con effetti di straordinaria qualità grafica, immagini delle architetture realizzate di Steven Holl, in un montaggio guidato direttamente dal computer. I modelli, i disegni, le gigantografie sono invece esposti lungo un percorso curvilineo, che riproduce in scala il megaprogetto per l'espansione urbana di Nanning, in Cina. Nato a Bremerton, Washington, nel 1947, Steven HoII ha costituito lo studio Steven Holl Architects nel 1976. Conseguito il titolo professionale presso l'università di Washington, ha studiato architettura a Roma e alla Architectural Association di Londra. Holl è docente della Graduate School of Architecture della Columbia University e ha tenuto corsi presso vari altri istituti, fra cui l'università di Washington a Seattle, il Pratt institute di New York e l'università della Pennsylvania. I suoi lavori sono stati esposti, fra l'altro, al Museum of Modern Art e al Walker Art Center di Minneapolis. Attualmente è impegnato nella realizzazione del College of Architecture and Landscape Architecture dell'università del Minnesota, del museo Knut Hamsun di Hamaroy, in Norvegia, e del Mit 2000, una nuova casa dello studente per il campus del Massachusetts Institute of Technology. Holl ha vinto nel 1990 il premio Arnold W. Brunner per l'architettura e nel 1998 ha ricevuto la medaglia Alvar Aalto. La mostra rimane aperta fino al 1° dicembre 2002. Conferenza: alle ore 11 del 5 settembre 2002 Steven Holl, presso le logge superiori della Basilica Palladiana di Vicenza, illustra il suo progetto di allestimento per Vicenza e risponderà alle domande dei presenti. Ingresso con biglietto mostra fino ad esaurimento posti disponibili. Apertura mostra ore 10.00-19.00 escluso il lunedì. Biglietti intero 6,00; ridotto 4,00. Contemporaneamente al Lamec, Basilica Palladiana di Vicenza, si inaugura la Mostra fotografica "Giuseppe Vaccaro Architetture e progetti" a cura di Marco Mulazzani, Federica Ottone e Carolina Vaccaro, che resta aperta fino al 13 ottobre 2002. La mostra è costituita da 30 pannelli fotografici di formato 1mx1m, dedicati al lavoro dell'architetto bolognese, introdotti da un breve profilo biografico. I materiali utilizzati per la mostra - disegni e fotografie d'epoca - provengono dall'archivio Vaccaro e costituiscono una selezioni di quelli pubblicati nel volume a cura di Marco Mulazzani, Giuseppe Vaccaro, Electa, Milano 2002. Conferenza: alle ore 18 del 13 settembre , presso le logge superiori della Basilica Palladiana, si presenta il volume, curato da Marco Mulazzani, su Giuseppe Vaccaro. L'ingresso alla conferenza è gratuito. Apertura mostra ore 10.00-19.00 escluso il lunedì. Biglietti intero 2,50, ridotto 1,50. "L'architettura può esprimere i caratteri più essenziali e profondi della cultura attuale e formularli in sintesi d'arte? Se no, il suo interesse decade. Se sì, questo è il suo massimo compito. Alla luce di queste finalità se ne debbono ricercare i massimi valori". Questa domanda scandisce il tempo dell'attività progettuale di Giuseppe Vaccaro (Bologna, 31 aprile 1896 - Roma 11 settembre 1970), restituendoci la ragione profonda del fare sperimentale svolto, per quasi cinquant'anni, da uno dei maggiori architetti italiani del Novecento. Laureato nel 1920 a Bologna, Vaccaro attraversa le vicende dell'architettura italiana del secolo scorso con indipendenza di pensiero e originalità di linguaggio. Negli anni tra le due guerre, testimonianze tra le più significative di tale convincimento sono opere quali la Facoltà di Ingegneria di Bologna (1931-35), il Palazzo delle Poste di Napoli (1928-36), i progetti romani per l'Auditorium (1935) e per la Casa littoria (1937) - gli ultimi due in collaborazione con Mario De Renzi e Adalberto Libera -, sino al capolavoro assoluto costituito dalla colonia Agip di Cesenatico (1936-38), opera in cui appare pienamente soddisfatta quella che lo stesso Vaccaro, echeggiando il suono delle parole di Sant'Agostino, aveva indicato essere la "sete spirituale" dell'epoca:"rendere bello ciò che la ragione dice essere vero". |