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Mandorlini oltre Glerean
di Adalberto Scemma
Una impostazione così offensiva, quella di Mandorlini, da collocarsi addirittura "oltre Glerean". E' un Vicenza pronto ad attaccare in full immersion e magari anche a stupire, se valutiamo la spregiudicatezza di certe scelte. Una linea mediana che utilizza un fantasista come Zanchetta e un play alto come Bernardini non può che esaltare un'unica vocazione, quella offensiva. E se teniamo conto della presenza sulla corsia difensiva di sinistra di Tamburini, ecco che non esistono più equivoci. Soprattutto quando là davanti stazionano tre attaccanti puri con le caratteristiche di Jeda, Margiotta e Schwoch. Il disegno tattico di Marcolini è stato premiato nella fase preliminare della stagione da un vasto consenso di critica. Ci sono i presupposti, sembra di capire, per un salto di qualità a livello di concretezza e in ogni caso -al di là dei risultati contingenti- è intenzione del tecnico dare continuità alle scelte perfezionando i meccanismi di un calcio aggressivo e, soprattutto, "propositivo".
L'allenatore del Vicenza Mandorlini

E' prematuro, oltre che inopportuno, anticipare giudizi. A differenza però della passata stagione, la società sembra aver sposato con decisione la linea Marcolini evitando i pericoli della cosiddetta "navigazione a vista" di cui Fascetti era tuttavia magistrale interprete (occhio al curriculum di Mastro Genio: ineccepibile). Siamo in presenza stavolta di un programma più o meno condivisibile ma comunque mirato, in linea con ciò che nella passata stagione ha caratterizzato le scelte vincenti di Como, Empoli e Modena.

La logica che suggerisce al Vicenza di proporre un calcio d'attacco è la stessa, tuttavia, che scandisce le scelte di squadre animate da ambizioni altrettanto solide: il Palermo di Glerean, la Salernitana di Zeman, il Lecce di Delio Rossi, il Cosenza di Sala. Ma dobbiamo aggiungere anche il Cagliari di Sonetti, il Livorno di Donadoni, il Catania di Jaconi, l'Ancona di Simoni per non parlare della Sampdoria di Novellino.

Qual è, a questo punto, la differenza di struttura tra il Vicenza e le squadre cadette che praticano almeno sulla carta un calcio marcatamente offensivo ? Lo si è anticipato in apertura: la squadra biancorossa, pur proponendo svariati moduli tattici, gioca costantemente in attacco, cambia pelle ma non cambia mai obiettivo. Non vale per essa l'immagine del camaleonte che si adatta alle varie situazioni. Il Vicenza non si adatta alle situazioni. Le determina. Nel bene e nel male.

Confrontiamo la squadra biancorossa con il Palermo. Chi ha visto giocare il Cittadella ha sicuramente memorizzato la filosofia che Glerean sta cercando ora di imporre a Palermo. Ma se è vero che chi adotta il "3-3-1-3" non può essere certo accusato di giocare in difesa, è altrettanto vero che in certi momenti le squadre di Glerean arrivano ad attuare la fase difensiva utilizzando anche sette uomini. Questo perché al di là del modulo dichiarato, vengono impiegati giocatori cosiddetti "universali", abili cioè nel proporsi senza pagare pedaggio in qualsiasi punto del campo. Rispetto al Palermo che ha in Maniero l'ariete d'area, o il centravanti-bersaglio in grado di tenere palla nei momenti caldi, il Vicenza schiera tuttavia tre attaccanti di ruolo proponibili tutti, all'evenienza, come prime punte. Mandorlini dunque va "oltre Glerean".


04/09/2002

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