| Si presenta al via, dunque, una Samp da pole position. Novellino si è portato appresso alcuni dei suoi fedelissimi, da Volpi a Sacchetti, da Pedone a Valtolina, e il resto lo ha lasciato fare a Beppe Marotta: ecco Turci e Paganin, dunque, ecco Bazzani e Gasbarroni, qualità e quantità. Il tutto assemblato all'insegna di un tradizionalissimo 4-4-2, lo stesso che ha garantito a Novellino tre promozioni consecutive con Venezia, Napoli e Piacenza. La ricerca del poker, con questi presupposti, è d'obbligo. Merita attenzione a nostro avviso, per la logica che lo ispira, il progetto del Vicenza. La squadra non ha rinnegato nelle scelte la passata deludente stagione ma proprio questa è la componente su cui intende far leva Mandorlini: affiatamento collaudato, maggiori possibilità di trasferire gli input di un aggressivo 4-3-3 che è tale soltanto sulla carta. Alle spalle del trio di punta Schwoch-Margiotta-Jeda (tre attaccanti puri), operano infatti il trequartista Zanchetta, l'esterno Marcolini e il "play alto" Bernardini. Un progetto un po' folle, sulla carta. Ma le correzioni, se del caso, interverranno soltanto in corsa. I soliti incontentabili hanno avanzato dubbi sulla solidità del rapporto Zamparini-Glerean. Storie. In realtà tutti gli allenatori che hanno l'opportunità di lavorare alle dipendenze di Zamparini devono considerarsi a rischio sin dal momento in cui firmano il contratto. A Palermo, in ogni caso, Glerean ha a disposizione una squadra difficilmente perforabile in difesa (Conteh e Bilica i nuovi arrivi) solida a centrocampo (Marasco) e inarrivabile in attacco con Zauli che opera alle spalle di Maniero e Mascara (o Di Napoli) avendo Asta lateralmente. Il Napoli e il Lecce, infine, all'insegna della concretezza. Colomba può contare su una solida base e sulla presenza in attacco di un duo insidioso (Dionigi & Stellone); Delio Rossi ha conservare in organico Vugrinec e Cimirotic, Giacomazzi e Chevanton: può considerarsi un privilegiato. C'è un aspetto del campionato cadetto, tuttavia, che non può sfuggire all'occhio del critico: l'imprevedibilità. La "corazzata Vicenza" si è arenata nella passata stagione senza mai riuscire a prendere il largo. Ha avuto successo, per contro, l'agile progettualità di Modena, Como ed Empoli sulle cui chance nessuno aveva avuto il coraggio di scommettere. E allora spazio alle favorite d'obbligo, in sede di pronostico, ma attenzione alle outsiders. La Triestina di Ezio Rossi, per dire, è reduce da due promozioni consecutive, ha messo sotto in Coppa Italia il Verona (2-0) e ha fatto soffrire proprio sabato sera il Brescia al Rigamonti (3-3). |