| A non molta distanza da "Uomini e Donne", lo scrittore americano Richard Ford torna in libreria con il nuovo libro "Infiniti peccati", una raccolta di dieci racconti, densi e ricchi nella forma, tutti incentrati su un unico, grandissimo tema: l'amore e i drammi, piccoli e grandi, provocati dalla nostra inettitudine ad aver cura di questo sentimento. Riprendendo e approfondendo il tema già trattato nel libro precedente, Ford raccconta storie che parlano di coppie che si uniscono senza una ragione, stanno insieme senza una ragione, si separano senza una ragione. O forse, concedendo loro il beneficio del dubbio, che si uniscono per la ragione più vecchia del mondo, per amore (o il sogno di un amore?), e che dopo una soddisfacente o insoddisfacente relazione, scoprono di non poter più stare insieme. Storia vecchia come il mondo? Forse. Specchio dei nostri tempi? Possibile. La domanda che sorge spontanea potrebbe essere: "L'uomo è dunque condannato alla solitudine?" A leggere Ford si direbbe di sì, con tutte le mogli e i mariti separati che si incontrano nei suoi libri, e non solo nei suoi libri, potremmo aggiungere.... | |
| La moltitudine di peccati cui allude il titolo del libro, si riferisce alla diffusa incapacità ( o comunque alla evidente difficoltà) di essere fedeli , sinceri, pazienti, onesti, appassionati, in definitiva di essere attaccati a coloro che desideriamo o che giuriamo di amare. Insomma, non siamo capaci di stare insieme, sembra dirci Ford. Il nostro interesse è spesso superficiale, le nostre motivazioni spesso fasulle, incostanza e tradimento dominano le nostre relazioni e la vita in comune è così fragile da franare rovinosamente sotto il peso della sia pur minima difficoltà...... Forse a ben guardare, come sembrano intuire i più saggi tra di noi, il nocciolo della questione risiede nella innegabile "piccolezza" del nostro essere uomini di fronte ad un sentimento così grande come l'amore , nella meschinità della nostra vita reale rispetto ai sogni che la ispirano, nell'avarizia, grettezza e miseria dei nostri rapporti con gli altri. Ma in tanto marasma esiste uno spiraglio di luce? Forse i ragazzi, i figli di queste medesime coppie, adolescenti malinconici che, abbandonati a se stessi, si organizzano, si danno da fare, cercano di tenere in piedi la baracca e osservano i disastri degli adulti con uno sguardo freddo e crudele ma spesso lucido e acutissimo. "L'ironia è una delle poche risorse che abbiamo di fronte alla fragilità che constatiamo quotidianamente nelle nostre vite", ha detto lo scrittore in una recente intervista apparsa sulla stampa. E non c'è dubbio che di ironia ce ne voglia una buona dose per poter sopportare senza grossi scompensi la valanga di catastrofi affettive e sentimentali cui fanno da specchio le sue storie. Richard Ford è nato nel 1944 a Jackson (Mississippi). Considerato uno dei migliori scrittori americani contemporanei, è stato definito il "poeta del quotidiano". Tra i suoi libri ricordiamo Donne e uomini, L'estrema fortuna, Il giorno dell'indipendenza, Il donnaiolo, tutti pubblicati in Italia da Feltrinelli. |