| Il colpo di coda della Samp, protagonista a dispetto, il crollo del Palermo con l'addio di Glerean, l'evidenza di una situazione economica sempre più a rischio. Tra i tanti temi innescati in avvio del campionato di B la sconfitta del Vicenza al San Vito stenta a trovare carattere prioritario: appare quasi un dettaglio, non incide, non lascia il segno neppure sugli umori di una tifoseria per ora indecifrabile. Ed è anche questo l'indice di un calcio che sta cambiando vistosamente le proprie coordinate e che rischia -se non ritrova alla svelta una qualsiasi rotta- di finire alla deriva. | |
| Proprio in settimana è stato rimandato a data da destinarsi l'ennesimo incontro programmato in Lega per risolvere la questione delle pay-tv. Galliani e Matarrese hanno trattato soltanto formalmente con Thomas Mockridge, emissario di Stream, e hanno risolto senza un nulla di fatto anche l'abbozzo di trattativa con i rappresentanti di Tele+. E' slittata la data del nuovo incontro ma rimangono bene in evidenza i problemi, che per le società della B stanno diventando drammatici. C'è il rischio concreto, insomma, che il campionato sia costretto a un certo punto del suo cammino a bloccarsi per mancanza di ossigeno. Tra le quattordici società in attesa di contratto c'è anche il Vicenza, destinato almeno sulla carta a incassare una cifra superiore alle altre società cadette in virtù della mutualità stabilita dalla Plusmedia Trading. Ma si tratta, per ora, di quattrini virtuali all'interno di uno scenario che promette (parola di Pastorello) soltanto lacrime. Il problema vero è rappresentato infatti dal mancato rispetto dei patti, e dei pagamenti, da parte delle grandi società: la carenza di liquidità non è il frutto di un momento contingente, è ormai cronica; e viene il sospetto, in presenza di certe situazioni che si ripetono costantemente, che sia anche provocata ad arte. Basta una domanda a innescare il dubbio: è credibile che i Padroni del Calcio -che sono al tempo stesso i proprietari delle pay-tv, i maggiori azionisti delle multinazionali che sponsorizzano le grandi squadre, gli editori dei media che enfatizzano lo spettacolo calcistico- accettino di dividere con l'ultimo venuto un prodotto che all'atto pratico già appartiene loro in toto ? Certamente no. A Leicester, anno 1997, l'accordo riguardava l'acquisizione del Calcio in blocco, da perfezionare nel tempo attraverso una sorta di accerchiamento scientifico. Prima è stato gonfiato ad arte il prodotto con l'intenzione di farlo scoppiare, poi sono stati inseriti i procuratori "figli di papà" per garantirsi in esclusiva le prestazioni dei grandi interpreti, infine è stato tolto il supporto televisivo per costringere la base a venire (ciò che puntualmente è accaduto) a più miti consigli. Il Vicenza, come tutte le altre società di piccolo e medio calibro, starà al gioco. Se non dovesse farlo le grandi troverebbero il modo, senza tanti complimenti, di toglierla di mezzo. |