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11 settembre
Undici registi raccontano la tragedia di New York

Undici registi internazionali e provenienti da diverse culture rendono una testimonianza sulle conseguenze dell'attentato dell'11 settembre 2001. Undici minuti, nove secondi ed un fotogramma ciascuno per trasmettere un messaggio di pace e tolleranza tra i popoli. Undici corti firmati tra gli altri da Ken Loach, Mira Nair, Claude Lelouch, Denis Tanovic, a formare un film uscito nelle sale di tutto il mondo proprio il giorno dell'anniversario della strage delle Twin Towers e il cui ricavato sarà devoluto in parte in beneficenza a un fondo umanitario internazionale. Ken Loach che è un po' il padrino del progetto, ha dichiarato in proposito: "L'11 settembre è un evento che possiede un significato diverso a seconda di chi lo interpreta. Personalmente ho tentato di dare corpo a questa contraddizione che sta poi alla base del disagio che porta a situazioni tragiche come questa". Come si poteva facilmente immaginare, il film ha suscitato anche una serie di polemiche, che a seconda dell'indirizzo politico hanno preso strade diverse.

La locandina del film

11 settembre 2001 non è un film filoamericano ma neppure anti-americano, e forse in questo risiede il suo valore, almeno per ciò che attiene ad una visione il più possibile pluralistica dei fatti. La lunga scia di polemiche che 11 settembre 2001 inevitabilmente si porta dietro ebbe inizio da un articolo uscito su Variety"dove si definiva non solo il film, ma l'intero progetto di un antiamericanismo inaccettabile. "Mi dispiace che per via del giudizio di una sola persona il film rischi di non trovare una distribuzione adeguata negli Stati Uniti". Così l'iraniana Samira Makhmalbaf, che ha diretto il primo degli episodi di 11 settembre 2001, commenta la vicenda. Invece il Los Angeles Time ha espresso un giudizio più obiettivo: "induce il pubblico americano a una riflessione dolente ma necessaria".

Queste le dichiarazioni dei registi intervenuti alla recente Mostra del Cinema di Venezia:
Samira Makhmalbaf: "Volevo rendere evidente un contrasto molto netto e reale. Parlare dei bambini afgani che non sanno nemmeno cosa sia New York non vuol dire prendere posizioni antiamericane. Semplicemente far notare come la gravissima notizia dell'attentato alle Twin Towers abbia provocato reazioni differenti in mondi differenti".

Claude Lelouch
: "Il mio episodio parte da un presupposto: la fine di una coppia può anche essere la fine del mondo, di un mondo. Il mio cinema parla degli uomini e non della Storia. Raccontare di una ragazza sordomuta che non si accorge dell'evento, per ovvie ragioni, ma è tutta presa dal suo fallimento sentimentale è un modo per raccontare come siamo abituati a misurare la nostra felicità sull'infelicità degli altri. L'evento drammatico porterà una svolta nella sua vita, il suo amante tornerà da lei dopo essere scampato al disastro. Dalle tragedie qualcosa di buono può nascere, è questo il messaggio".

Amos Gitai
: "Non credo affatto che gli americani volessero rivedere a oltranza le scene del crollo delle Torri e comunque questo non era l'intento di noi registi che non volevamo fare un collage delle immagini mandate in onda da Cnn e Bbc. Un film è un qualcosa che prescinde dal racconto diretto dei fatti. Parlare d'altro, che poi è la cosa principale di cui i detrattori ci accusano, è un modo di parlare più approfonditamente di ciò che è accaduto, è il frutto di una riflessione non di una cronaca".

Danis Tanovic
:"E' come se il mondo non avesse tempo di fermarsi e riflettere su di sé. Altrimenti come potremmo spiegare la persistenza del terrore e il fatto che solo coloro che lo hanno vissuto in prima persona si siano immobilizzati, catturati dal tempo e dal loro dolore? Il mio film racconta un altro 11 settembre, quello della strage di Srebrenica, ma è un modo per confrontare un male comune e mi sembra onesto raccontare ciò che si conosce".

Alejandro Gonzalez Inarritu: "Volevo che alla fine del mio episodio ci si chiedesse se la fede in Dio è una luce che finisce con l'abbagliarci del tutto divenendo buio. Molte volte ho sentito sia Bush che Bin Laden tirare in ballo parole come Bene e Male, Dio e questo scontro di civiltà basato sulla contrapposizione netta è molto pericoloso".

Titolo originale: September 11. Nazione: Francia/UK. Anno: 2002. Genere: Documentario. Regia: Youssef Chahaine, Amos Gitai, Shohei Imamura, Alejandro Inarritu, Claude Lelouch, Ken Loach, Samira Makhmalbaf, Mira Nair, Idrissa Ouedraogo, Sean Penn, Danis Tanovic. Al Multisala Roma di Vicenza ( vedi programmazione ). Sito ufficiale: http://www.bacfilms.com/september11/


19/09/2002

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