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Aumenti dei prezzi
Le Acli vicentine sulla polemica Istat-Eurispes per il caro vita
Nei primissimi giorni del 2003 si è scatenata una rovente polemica sull'aumento dei prezzi alla distribuzione relativo all'anno precedente. Il divario tra le valutazioni dell' Eurispes (organismo privato di ricerca) e quelle dell' Istat (Istituto statale di Statistica) è notevole e suscita fondate preoccupazioni sulla corretta misurazione di una materia così vitale. Infatti per l'Eurispes i prodotti alimentari nel 2002 sarebbero rincarati del 29% a fronte di un dato Istat che parla di una crescita molto più contenuta stimabile nel 3,2%. "L'andamento dei prezzi al consumo è un problema estremamente serio - dice una nota delle Acli vicentine - che deve essere rilevato con pignoleria e scientificità in quanto incide notevolmente sul bilancio delle famiglie popolari e monoreddito le quali verranno maggiormente tartassate dall'imminente stangata sulle tariffe (elettricità, gas, acqua, rifiuti ecc...). Senza voler tifare per nessuno dei due enti in questione, il 3,2% di lievitazione dei costi pare essere sottostimato e parecchio distante dal borsino della spesa per i consumi domestici.....
Prodotti alimentari...quanto costano!

"Ne sanno qualcosa i lavoratori dipendenti che sono vincolati a contrattare la paga mensile sulla base dell'inflazione programmata anche quando quella reale raggiunge livelli ben superiori. Spesso per strappare aumenti equi, sacrosanti e più vicini al vero costo della vita sono costretti, loro malgrado, a lottare e scioperare per meglio tutelarsi".

"Se l'inflazione non è sotto controllo - dicono ancora le Acli - evidentemente gli strumenti 'pensati' per calmierarla hanno perso la loro efficacia vanificando di fatto sia l'accordo sulla politica dei redditi del luglio 1993, sia l'intesa di Natale del 1998, così come il chiacchierato Patto per l'Italia recentemente sottoscritto da Cisl ed Uil con il Governo".

"Ma non è tutto - aggiungono le Acli - ad alleggerire ulteriormente le disponibilità economiche dei meno abbienti ci ha pensato il Ministero della sanità aumentando il numero dei medicinali a totale carico dei contribuenti. La situazione generale del 'carovita' non è un argomento da prendere a cuor leggero. Chi ha responsabilità di indirizzo e di governo deve impegnarsi seriamente nel trovare gli opportuni rimedi per allineare la nostra inflazione con quella dei Paesi europei più virtuosi evitando perciò che si trasformi in una tassa ingiusta e troppo gravosa soprattutto per i poveri e per le categorie sociali che vivono di solo salario".

A cura di Matteo Crestani


09/01/2003

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