| "Ne sanno qualcosa i lavoratori dipendenti che sono vincolati a contrattare la paga mensile sulla base dell'inflazione programmata anche quando quella reale raggiunge livelli ben superiori. Spesso per strappare aumenti equi, sacrosanti e più vicini al vero costo della vita sono costretti, loro malgrado, a lottare e scioperare per meglio tutelarsi". "Se l'inflazione non è sotto controllo - dicono ancora le Acli - evidentemente gli strumenti 'pensati' per calmierarla hanno perso la loro efficacia vanificando di fatto sia l'accordo sulla politica dei redditi del luglio 1993, sia l'intesa di Natale del 1998, così come il chiacchierato Patto per l'Italia recentemente sottoscritto da Cisl ed Uil con il Governo". "Ma non è tutto - aggiungono le Acli - ad alleggerire ulteriormente le disponibilità economiche dei meno abbienti ci ha pensato il Ministero della sanità aumentando il numero dei medicinali a totale carico dei contribuenti. La situazione generale del 'carovita' non è un argomento da prendere a cuor leggero. Chi ha responsabilità di indirizzo e di governo deve impegnarsi seriamente nel trovare gli opportuni rimedi per allineare la nostra inflazione con quella dei Paesi europei più virtuosi evitando perciò che si trasformi in una tassa ingiusta e troppo gravosa soprattutto per i poveri e per le categorie sociali che vivono di solo salario". A cura di Matteo Crestani |