| Il complesso flusso di migrazioni ha avuto un grande impatto sulla vita di molti popoli, di molti Paesi e Chiese del mondo. L'Argentina costituisce uno dei Paesi ove si sono registrati molti flussi immigratori che hanno effetti laceranti non solo a livello nazionale, ma anche nella vita delle Chiese. Il progetto iniziale della preghiera per l'Unità dei cristiani di quest'anno è opera di un gruppo ecumenico in Argentina, che ha scelto il testo biblico e le riflessioni che ne derivano constatando che l'Argentina è una nazione nata da un ceppo locale e da immigrati. La fame, le guerre e le persecuzioni religiose possono essere considerati elementi scatenanti dell'immigrazione. In questo quadro si evidenzia la necessità per i cristiani di lavorare insieme nella ricerca dell'unità, per offrire una testimonianza di fraternità pur nella debolezza di percorsi poveri e ancora insufficienti. L'esperienza dell'immigrazione mette davanti agli occhi di tutti un mondo diviso e l'impegno dei cristiani per l'unità deve costituire il paradigma dell'unità del genere umano. Mediteremo quest'anno il testo di 2Cor. 4,5-18, che ci invita a riconoscere un tesoro che è dono di Dio, per rafforzarci nei momenti di angoscia e infonderci coraggio nella tristezza, dentro alle divisioni e alle contrapposizioni che ci affliggono. Portiamo questo tesoro nella fragilità della nostra natura umana, affinchè sia chiaro che tale dono non è da noi ma da Dio. E Dio ci invita a dargli testimonianza di fraternità dentro la nostra debolezza umana. Il Corpo di Cristo è indiviso Proprio perché il Corpo di Cristo è indiviso, la permanente divisione delle Chiese cristiane è una contro testimonianza. Riconosciamo che le barriere sono profonde e che la nostra buona volontà non è sufficiente per guarire il peccato della divisione. L'Unità della Chiesa è raggiungibile solo nella potenza dello Spirito Santo e nella docile obbedienza alla sua azione lungo i sentieri della sequela. Così, con questa forza che ci viene data, dobbiamo rivolgerci al nostro vicino per condividere la luce di Cristo e scambievolmente riconoscere che siamo gli uni debitori degli altri e con Dio. Da qui le riflessioni bibliche per gli otto giorni di preghiera: 1° giorno: Noi portiamo in noi stessi questo tesoro come in vasi d'argilla ("Cor. 4,7); 2° giorno: Siamo oppressi ma non schiacciati (2Cor. 4,8); 3° giorno: Portiamo sempre in noi la morte di Gesù, perché si manifesti in noi anche la sua vita (2Cor. 4,10); 4° giorno: Perché anche la sua vita si manifesti nella nostra vita mortale (2Cor. 4,11); 5° giorno: Ho creduto perciò ho parlato (2Cor. 4,13); 6° giorno: Tutto questo avviene per noi, perché la grazia si estenda ad un maggior numero di persone ("Cor. 4,15); 7° giorno: Noi dunque non ci scoraggiamo ("Cor. 4,16); 8° giorno: Ci prepara una vita gloriosa che non ha l'eguale (2Cor. 4,17). Nella preghiera, luogo in cui tutti riconosciamo che l'unità è un dono, chiediamo al Signore di saper accogliere questo dono e custodirlo nel "vaso di terra" della nostra fragilità umana. | |