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Riflessioni dopo un viaggio in un altro mondo
Dal 17 settembre al 3 ottobre mi sono recato a Taiwan per celebrare il 50° di professione religiosa e 45° di missione di Fra' Giovanni, religioso Camilliano. Alla messa cantata in cinese presenti molti buddisti ho detto: "Siamo sei fratelli. Due siamo qui. Degli altri quattro due sono anziani e due hanno paura dell'aereo, ma sono rappresentati da questi quattro amici, Lida con don Romeo, Franca con Gastone. Fra Giovanni è stato in Italia 23 anni ed è qui da 45 anni. Egli, è più taiwanese che italiano. Quando avrà settant'anni, nel giugno 2004 e rientrerà in patria siete invitati anche voi in Italia": "Sì, lo accompagneremo e poi lo riporteremo ancora qui in Taiwan". Abbiamo visitato l'isola, detta Formosa dagli Spagnoli, perché bella. Ha la forma di una banana lunga circa 400 km e larga circa 140. Da Nord a Sud si eleva una catena di monti, che scendono verso il mare. Vaste regioni pianeggianti sono coltivate a riso. C'è sempre una vegetazione verdeggiante, che anche a 2400 mt., come a Lisan, dove ci sono piante alte anche una decina di metri. Il clima è molto umido e supera sempre il 90%. Il prodotto principale è il riso, di cui si facevano anche due raccolti l'anno ed è sempre il piatto fondamentale, cotto a vapore e arricchito di verdure e pesce. Altri frutti abbondanti sono il mango, la papaia, l'ananas, l'anguria, il melone e molti altri. La popolazione in pochi anni ha raggiunto i 22 milioni d'abitanti, ma non è riconosciuta come nazione indipendente per il veto della Cina, che la considera una sua provincia. Però ha rappresentanze commerciali in tutto il mondo, esporta molti prodotti tecnologici ed è la terza potenza nel campo dei computer. Gli abitanti sono molto attivi, aperti, socievoli, ospitali. In 30 anni ho visto un progresso incredibile. Nel 1971, quando arrivai là per la prima volta, c'erano poche vie di comunicazione e le case erano povere di un solo piano. Ora l'isola è percorsa da una rete stradale e autostradale modernissima, di cui in Italia non ho visto l'eguale. Le case ora sono condomini e grattacieli. Ne ho visto uno di 104 piani a Taipei.

La religione
La religione dominante è Buddista o Taoista. I buddisti sono circa quattro milioni e sono vegetariani. Hanno un gran complesso vicino Kaoshiong, a Fo Guang Shan, che può ospitare fino a mille persone, luogo di formazione buddista con monaci e monache con la testa scoperta e rasata e tonaca marrone. Credono nella reincarnazione. I Taoisti sono la maggioranza e credono in tre divinità, mangiano carne e vanno alla Pagoda a fare il "pai - pai", una preghiera con due pezzi di legno, che sono lasciati cadere a terra e dalla posizione che assumono a terra, pensano di essere esauditi, respinti o derisi dal Tao. Accendono candeline fumanti e offrono i frutti migliori. Le Pagode sono numerose. Ne vedi da ogni parte e sono costruzioni meravigliose per colori e lavorazione, che attirano attenzione e ammirazione. Ne vedi dappertutto, sono molto costose.
La gente offre molti soldi per la costruzione o ampliamenti delle loro Pagode e bisogna credere che la gente è molto religiosa. Anche nelle case c'è sempre un "altarino" dedicato agli antenati, davanti al quale arde sempre una lampada rossa. Non c'è una guida spirituale, ma solo un custode della Pagoda e un gruppo di persone, che cura la gestione. E' una religione fatta di tradizioni, senza tanti principi o valori. La gente è molto tollerante e rispetta tutte le tradizioni. Anche la religione cristiana ha tutta la libertà d'espressione. Posso affermare che ci sono anche presso Fra' Giovanni ragazze e donne cristiane e buddiste che lavorano insieme e vengono tutte alla Messa e anche le buddiste leggono la Parola di Dio, come la cosa più naturale. Grande libertà quindi, reciproco rispetto e massima tolleranza! Non mancano a Taiwan le case del piacere, ma non c'è assolutamente quella spettacolarità pubblica, sfacciata e provocante che si vede in Italia. Anche la televisione è castigata. Il cinese non manifesta mai in pubblico i suoi sentimenti.
Le scuole sono molto numerose e distribuite in grandi complessi. Ragazzi e ragazze vanno a scuola dal lunedì al venerdì, dalle otto alle 17. Al mattino e di sera, dopo le cinque, vedi gruppi di studenti per le strade, tutti in divisa con colori diversi a seconda della scuola che frequentano. Sono a piedi o in bicicletta. Solo i piccoli sono accompagnati. Studiano molte ore il giorno. Anche all'asilo ho visto i bambini leggere a voce alta e insieme i caratteri cinesi.
Un altro mondo quindi, ma affascinante e dove lo spazio per l'annuncio del Vangelo e la testimonianza della carità non manca.


10/01/2003

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