| "Il Vicenza- garantisce Ventura- può rompere tutti gli equilibri e ritagliarsi un ruolo da protagonista in una stagione che ha visto scardinati in partenza tutti i pronostici. La coppia di testa, proprio come lo scorso anno, è formata da due neo-promosse che praticano tra l'altro un calcio molto semplice nei contenuti, addirittura essenziale. Il bis di Modena & Como ? I presupposti sono molto diversi. Quest'anno il campionato è livellato, le grandi fughe non sono più possibili. Vedo invece molte squadre, e tra queste c'è sicuramente il Vicenza, in grado di inserirsi in una posizione di vertice. La squadra ha acquisito il giusto passo ma a fare la differenza, oltre a un buon collettivo, ci sono anche le qualità individuali. Qualche nome ? Oltre al solito Schwoch, cito anche Zanchetta, Marcolini e soprattutto Jeda, che in queste due ultime stagioni è migliorato moltissimo". Fino a che punto, in serie B, la classe dei singoli può riuscire in concreto a fare la differenza? Il torneo cadetto è tradizionalmente scandito da componenti più marcate dal punto di vista agonistico che tecnico. Senza contare l'incidenza ormai imprescindibile dell'organizzazione di gioco. Soltanto in rare occasioni, insomma, il talento individuale è riuscito a lasciare il segno. E non sono mancati casi di giocatori esplosi in serie A dopo aver stentato a reggere il passo della serie B. Ventura si colloca controcorrente , in definitiva, quando va a rimarcare le qualità dei singoli. "Ma nel caso del Vicenza -precisa- mi sembra evidente la capacità che giocatori dalle qualità tecniche superiori hanno di integrarsi con i compagni. Le esigenze della squadra vengono privilegiate insomma nei confronti delle istanze individuali, ed è stata proprio questa la molla che ha consentito al Vicenza di superare una crisi che sembra irreversibile. La situazione di classifica di oggi è migliorabile proprio perché la squadra ha finalmente trovato i giusti equilibri. A questo punto non è più una questione di uomini: chi viene chiamato negli undici trova alla svelta i propri punti di riferimento. Alla fine tuttavia è sempre l'abilità dei singoli a fare la differenza. E un allenatore è bravo soprattutto quando riesce a mettere ciascuno in condizione di esprimere il meglio delle proprie potenzialità". |