| Il contratto di Schwoch "spalmato" nell'arco di altre due stagioni, fino al 2006. All'epoca l'immarcescibile Stefan galopperà verso i 37 anni: fine della corsa, c'è da presumere. Quale vantaggio, dunque ? Un vantaggio duplice: per il giocatore che si vedrà comunque garantiti, in un'epoca di crisi irreversibile del calcio, i quattrini pattuiti al momento di lasciare il Torino; per la società biancorossa che potrà diluire il debito accumulato con il giocatore in più gestioni. Una sorta di cambiale, insomma, il cui pagamento Schwoch potrà in qualche modo esigere a fine carriera. Per la società biancorossa, inutile rilevarlo, una boccata d'ossigeno e contemporaneamente una via di uscita che potrebbe essere utilizzata anche per altre operazioni analoghe. Dopo Schwoch, per dire, potrebbe essere la volta di Massimo Margiotta, titolare di un ingaggio pesante e a lungo termine, un Margiotta rilanciato comunque anche a livello di mercato dai due gol in due partite messi a segno nell'ultima settimana. A proposito di Margiotta, il Vicenza dovrà valutare fino in fondo l'opportunità o meno di metterlo sul mercato. | |
| Prima di tutto perché andrebbe a rinforzare, se del caso, un'avversaria diretta (sempre che non si inserisca il Piacenza per garantire a Massimo una chance in serie A); in secondo luogo perché le alternative a Schwoch, tenendo conto della lunghezza del campionato di B e della necessità di garantirsi più opzioni in fase offensiva, non sono propriamente rassicuranti. Da un lato si può contare a occhi chiusi su Jeda, i cui margini di miglioramento sono ancora da precisare; dall'altro va ammesso che le soluzioni offerte da Veronese, Colacone o Gonzales, devono essere considerate (salvo prova contraria a suo di gol) alla stregua di un ripiego. Gira e rigira, il discorso cade sempre e comunque su questi due nomi: Margiotta e Schwoch. Croce e delizia dei critici, se li analizziamo in coppia. Entrambi con una predisposizione naturale al gol pur partendo da presupposti tecnici e tattici totalmente dissimili. Stefan punta a rete attraverso soluzioni personalissime, fa reparto a sé, utilizza movimenti compatibili con il resto della squadra; Massimo è invece più portato al gioco d'area, dove può sfruttare al meglio il rapporto peso-potenza e dove riesce a far valere qualità da opportunista non trascurabili. Il problema, emerso anche nella passata stagione al di là dei 28 gol complessivamente messi a segno (15 Massimo, 13 Stefan), è dunque quello di utilizzarli in coppia. Qualcuno assicura, in base a chissà quali presupposti, che i due hanno caratteristiche complementari. In realtà, nell'arco di una partita, i limiti di una collocazione contemporanea nel vivo della fase offensiva, appaiono anche troppo evidenti. E non è certo casuale il fatto che proprio contro la Ternana la prova più che positiva di Margiotta sia coincisa con la prima giornata in ombra di Schwoch. Sono emerse, insomma, antiche difficoltà di rapportarsi sotto il profilo della gestione degli spazi, prima ancora che dei tempi di gioco. Verrebbe spontaneo, a questo punto, puntare dritto a una cessione di Margiotta, soprattutto dopo il bonus di credibilità accumulato grazie ai due recentissimi gol messi a segno in pieno calciomercato. Tenere Massimo ulteriormente in panchina significherebbe svalutarlo in maniera indebita; mandarlo in campo potrebbe viceversa limitare le chance di uno Schwoch fino ad oggi dirompente e in grado comunque di garantire certi equilibri. Un problema di non facile soluzione, come si può intuire, uno dei tanti nodi che Rinaldo Sagramola si trova in questa stagione a dover sciogliere in prima persona. |