| Parole e immagini per non dimenticare. Nell'ambito della Giornata della memoria, dedicata al ricordo della tragedia dell'Olocausto, l'Assessorato alle Attività Culturali del Comune organizza due iniziative di riflessione. Martedì 28 nella Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino alle 18 presentati i libri "E all'alba venne il gelo", di Sonia Residori (Dal Col, 2001) e "Tempo d'amore e di guerra" di Clara Pretto (Editrice Veneta, 2002). Illustreranno i lavori delle due autrici vicentine l'Assessore Mario Bagnara, il direttore dell'Università Adulti-Anziani di Vicenza, Mons. Giuseppe Dal Ferro, e il consulente scientifico della Editrice Veneta Sandro Mazzarol. | |
| Giovedì 30, alle 21, all'Auditorium Canneti è invece in programma "Dalla propaganda antisemita del secolo XIX all'organizzazione dello sterminio", una proiezione di manifesti e documenti con commento storico del Prof. Piero Morpurgo. L'ingresso agli incontri è libero. La guerra è il denominatore comune dei libri della Residori e della Pretto, anche se il tema viene trattato da angolature assai differenti. Il lavoro di Sonia Residori è pazientemente costruito sulle memorie di Antonio Costella, un ragazzo di quindici anni prelevato dai tedeschi da Altura, in Istria, per essere deportato a Mauthausen all'alba del 10 giugno 1944 con tre fratelli di poco più vecchi di lui e quindici amici che non tornarono. Lui invece, quasi per un miracolo, il 5 maggio 1945 poté rientrare a casa con i fratelli. Una diversa prospettiva offre Clara Pretto nel romanzo Tempo d'amore e di guerra in cui si narra una storia d'amore di pura invenzione. Gli intrecci sentimentali che si susseguono dal primo capitolo fino alla fine sono narrati con uno stile simile a quello usato nei "polizieschi". La lettura è scorrevole, densa di curiose aspettative per il lettore. Fra i protagonisti vi sono due personaggi di opposte fazioni - un militare tedesco e un partigiano italiano - che agiscono sullo sfondo delle montagne del Veneto. In Tempo d'amore e di guerra vengono esaltati i valori della lealtà, della solidarietà, della passione e della speranza in un domani migliore, dopo gli orrori della guerra. La serata del Canneti presenta invece un percorso di immagini e testi sulla propaganda antiebraica. Un diluvio di riviste, manifesti, libri per ragazzi, copertine di quaderni contro gli ebrei invase le strade e soprattutto le aule scolastiche. Tuttavia il razzismo non fu inventato solo da Hitler; in realtà l'autore di Mein Kampf raccolse indirizzi estremamente diffusi nei circoli intellettuali europei (soprattutto francesi e tedeschi) e con questo materiale - avvalendosi con grande abilità dei meccanismi di persuasione offerti dalla propaganda di massa - orientò migliaia di cittadini al consenso verso la 'soluzione finale'. Il tentativo di sterminio fu preceduto da una campagna propagandistica intesa a escludere gli ebrei dai luoghi di lavoro sulla base della proporzionale etnica. I documenti raccolti presentano gli antecedenti medioevali e moderni della propaganda antiebraica nazista tra cui l'accusa di omicidio rituale. Una sezione è dedicata all'antisemitismo russo prima e dopo la rivoluzione d'ottobre. La parte conclusiva è introdotta dai Sogni di Martin Luther King e di don Lorenzo Milani contro l'apartheid e la società della discriminazione. Infine vengono presentate le introduzioni delle moderne Carte Costituzionali e le tappe del dialogo interreligioso: l'abbraccio tra il Pontefice Giovanni Paolo II e il Rabbino Toaff e l'incontro di Assisi del 24 gennaio 2002. |