| Sono quasi cinque anni che Paolo Rossi porta in giro per l'Italia la sua compagnia del Teatro di Rianimazione stravolgendo testi classici - da Shakespeare a Molière - e riconsegnandoli alle platee in serate di puro happening recitato con e per il pubblico. Ne Il signor Rossi e la Costituzione Paolo Rossi è l'instancabile spirito-guida che ci accompagna attraverso il testo della nostra Legge Fondamentale, testo che viene sfruttato come un vero e proprio canovaccio che meglio di ogni altro può descrivere la nostra realtà contemporanea. Paolo Rossi è dunque il cicerone, il capo-popolo, il presidente d'assemblea che prende la parola anche per noi in questa infuocata riunione del condominio Italia. Il sottotitolo dello spettacolo recita "Adunata popolare di delirio organizzato". Il delirio organizzato di Paolo Rossi oramai è ben conosciuto, il tema dell'adunata popolare deriva invece direttamente dall'art. 17 della Costituzione, il quale decreta e tutela il diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi, e siccome le armi della poesia di pasoliniana memoria non sono ancora contemplate fra le armi improprie, si è deciso di avvalersi di questa legge per chiamare i cittadini a trovarsi in un luogo pubblico per parlare della Costituzione, per conoscerla prima di vederla modificata, per discuterla, magari per riscriverla, certamente per capirla, scandagliarla, renderla fruibile. Un continuo dialogo con il pubblico quindi, che, investito ironicamente (ma non poi troppo) in principio di spettacolo della sovranità popolare, produce un immediato sfondamento della quarta parete ed una sorta di corto circuito teatro-parlamento-popolo-politica dagli effetti deflagranti in termini di profondità di riflessione e al tempo stesso, di riuscita comica. |