| Un Vicenza "altro da sé". Da applausi contro il Cagliari, da schiaffi contro l'Albinoleffe. Due atteggiamenti totalmente dissimili che la dicono lunga sulla strada che questa squadra troppo verde deve percorrere per centrare la salvezza. Il lavoro di Iachini, costretto a ridisegnare gli equilibri a fine agosto, in coincidenza con la chiusura del calciomercato, è finalizzato a una crescita continua. Lavoro capillare, quindi, particolarmente insistito lungo le corsie esterne anche per la necessità di curare a fondo quelle sovrapposizioni che rappresentano la chiave del gioco del Vicenza. E' chiaro tuttavia che certi obiettivi (nella fattispecie la continuità) non si ottengono in un giorno: sono il frutto, piuttosto di un lavoro di assemblaggio che prevedi tempi fisiologici non brevissimi. E in ogni caso il primo requisito, sia da parte dell'allenatore che dei giocatori, è rappresentato dalla disponibilità a ripetere pazientemente, tenacemente, inderogabilmente, tutta una serie di movimenti che poi si ripeteranno in partita. | |
| Il primo requisito del tifoso (e anche del critico attento) diventa a questo punto la pazienza, ovvero la capacità di aspettare. Il Vicenza deve essere aiutato, in questo suo momento non facile, anche attraverso un minimo di indulgenza. Sotto il profilo dell'impegno nessuno dei ragazzi a disposizione di Iachini ci sembra censurabile, abbiamo visto tutti con quale e quanta grinta e abnegazione il Vicenza ha affrontato (e battuto) uno squadrone conclamato come il Cagliari. La domanda che ci si pone è scontata: possibile che il rendimento della squadra sia così vistosamente calato nel giro di una settimana, al punto da renderla irriconoscibile ? E' possibile, certo. I giovani, se li si valuta sotto il profilo del rendimento, vanno spesso in altalena, capaci di giocate imprevedibili e di indecifrabili black-out. Il tutto in una proiezione, tuttavia, che dovrebbe garantire entro sette-otto partite un minimo di continuità. A vantaggio di Iachini gioca sicuramente il fatto che da dieci giorni a questa parte può dedicarsi all'unico lavoro che fino a ieri, paradossalmente, è stato quasi del tutto trascurato: il lavoro dell'allenatore. Perché un conto è gestire la squadra in partita, altro è programmare quel lavoro capillare da campo"di cui Iachini -grazie anche a maestri come Mazzone, Bagnoli e Novellino, è specialista. Ed è proprio questo tipo di lavoro che alla lunga farà crescere il Vicenza. |