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Giulio Bedeschi
Convegno nazionale alla Rocca di Castello di Arzignano domenica 9 novembre
È il 1963: dopo averlo proposto a ben sedici editori italiani, Giulio Bedeschi vede pubblicato il suo "Centomila gavette di ghiaccio" dalla milanese Mursia. Il successo è immediato, e nello stesso anno si raggiungono le dodici edizioni. Domenica 9 novembre alla Rocca di Castello di Arzignano,l'opera del medico scrittore arzignanese che racconta la tragica storia della ritirata di Russia, è ricordata nel corso di un convegno. "Questa iniziativa è stata pensata per celebrare l'anniversario della pubblicazione del libro - ha commentato l'assessore alla cultura Antonio De Sanctis - ma è anche un omaggio al nostro concittadino ed ai valori che ci ha trasmesso". Bepi De Marzi, che assieme alla famiglia Bedeschi è tra gli ideatori e realizzatori di questa giornata di studi, ricorda con commozione l'opera letteraria e l'impegno dello scrittore, osservando come grazie a lui ci sia stata restituita una letteratura nuova.
Giulio Bedeschi

"È la letteratura del dolore, con una partecipazione sincera alle vicende del soldato semplice, la cui dignità ed intimità sono tutelate sino alla fine. Il 9 novembre proporremo una lettura diversa del testo, con una particolare attenzione ai momenti che possono favorire il coinvolgimento delle nuove generazioni. Come, ad esempio, accadrà con la partecipazione del giovane e talentuoso regista Anderloni".

Intenso e ricco di personaggi significativi il programma della giornata: dopo il saluto del sindaco Gianfranco Signorin, previsto per le 9.30, interviene Spiro Dalla Porta Xidias, presidente nazionale dell'Associazione Italiana Scrittori di Montagna. A seguire, la vedova Luisa Bedeschi, che racconta "Gli anni dell'attesa", Cesare Lavizzari, avvocato per l'Associazione Nazionale Alpini e Gianni Periz per l'Ana di Vicenza. Nel pomeriggio, alle 14.00, il convegno riprende con il contributo del giornalista Giovanni Lugaresi ed i "Canti della memoria" di Bepi De Marzi. Chiuderanno la giornata il regista Alessandro Anderloni con i suoi "Dialoghi" e le riflessioni del fratello dello scrittore, Giuseppe Bedeschi. Seguirà una visita al cantiere della nuova biblioteca di piazza Marconi, intitolata a Giulio Bedeschi, che ospiterà un busto realizzato dalla nipote Manuela.

Giulio Bedeschi (Arzignano, 1915 - Verona, 1990), ufficiale medico nell'Armir, fu testimone diretto della tragedia che colpì gli italiani nel gelo della pianura russa. Tra le opere che lo hanno reso famoso: Il peso dello zaino, La rivolta di Abele, Gli italiani in Russia, Nikolajewka: c'ero anch'io, Fronte greco-albanese: c'ero anch'io, Fronte d'Africa: c'ero anch'io, Fronte russo: c'ero anch'io, Il corpo d'armata alpino sul fronte russo. Proprio in questi giorni la casa editrice Mursia pubblica una nuova edizione del volume comprendente Centomila gavette di ghiaccio e Il peso dello zaino.

Centomila gavette di ghiaccio
"In questa storia la guerra è vista, per così dire dalla parte dei morti, che non hanno conti da rendere e posizioni da sostenere; perciò il libro, per quanto possibile, non rispecchia passioni o impegni contingenti: il suo significato prorompe direttamente dai fatti vissuti e narrati". Partendo dalla propria esperienza personale e raccontando la partecipazione della divisione alpina Julia alla seconda guerra mondiale - dalla campagna d'Albania alla ritirata di Russia - l'autore costruisce un'opera narrativa di straordinario valore, che esalta il senso della dignità dell'uomo nonostante la tragedia della guerra. Nel 1964 il libro ottiene il prestigioso Premio Bancarella.


07/11/2003

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