| LA PARROCCHIA E' SUPERATA? Sulla parrocchia si parla e si scrive molto oggi. Superata la fase della metà del secolo scorso in cui molti parlavano di superamento della parrocchia a motivo dei grandi cambiamenti socio-culturali e superato anche un periodo più recente in cui sembrava che i nuovi movimenti potessero essere alternativi della parrocchia, oggi è riconosciuta un po' da tutti la validità della parrocchia.Ma a quali condizioni può mantenere la sua validità?La prima condizione è il rinnovamento nel modo di intenderla e nel modo di esprimere la sua vita e la sua azione in una situazione diversa da un passato anche recente. Il Concilio Vaticano II senza trattare direttamente delle parrocchie l'ha definita "chiesa locale, comunità di fedeli". Il Papa attuale l'ha definita "la Chiesa di Dio tra le case degli uomini".Come e quando la parrocchia è così?Si stanno ponendo questo interrogativo i Vescovi italiani che si riuniranno per riflettere su questo problema dal 17 al 20 novembre ad Assisi. Mons. Corti, vice-presidente della Cei ha spiegato che "i vescovi intendono fare un discernimento spirituale sull'oggi e per il domani, prendendo in considerazione le fatiche e le opportunità per la vita delle parrocchie. L'obiettivo specifico dei lavori è quello di rileggere tutto il vissuto concreto della parrocchia, attraverso il suo 'volto missionario'. Se la storia della parrocchia dal IV secolo fino a poco tempo fa, era quella di una realtà che coltivava la vita cristiana dentro una 'società' cristiana', dove decisivo era il contributo della famiglia per la comunicazione della fede, oggi la parrocchia si trova in una situazione nuova, dove il contesto sociale generale non è più cristiano e dove la parrocchia non può più presupporre che i ragazzi di prima comunione, ad esempio, abbiano già compiuto in famiglia un cammino di fede. Dare un 'volto missionario' alla parrocchia significa dunque tener conto di tali mutamenti, per trovare forme più opportune e più efficaci di presenza in vista della comunicazione della fede".Come fare questo in concreto?"Certamente non mettendo da parte tutto il vissuto parrocchiale fino ad oggi per aprire uno scenario completamente nuovo: le nuove vie concrete da percorrere vanno trovate attraverso una sorta di 'rivisitazione' di tutti i momenti, luoghi, ambiti, occasioni e strumenti della pastorale ordinaria, tramite un atteggiamento 'missionario', che cioè non presuppone troppo la fede, in un contesto come quello odierno popolato di persone per cui occorre il 'primo annuncio', o un aiuto a ritrovare chiarezza rispetto, al disorientamento, a volte anche ai tentativi di abbandono del cristianesimo".Sta risuonando una prospettiva riassunta in una espressione nuova: il futuro della parrocchia, ha detto il card. Ruini, si chiama "pastorale integrata", integrata tra parrocchie, associazioni e movimenti, gruppi, comunità religiose per mettere tutte le energie, con una necessaria conversione, sulla via della comunione e della missione. E' la strada che la nostra diocesi ha già intrapreso con le unità pastorali e con il programma pastorale "cristiani si diventa".V.G. | |