Vita della Chiesa I 25 ANNI DI PAPA WOJTYLA Il Papa Giovanni Paolo II ha celebrato i 25 anni di Pontificato, uno dei più lunghi degli ultimi 150 anni della Chiesa. Eletto il 16 ottobre 1978 ha iniziato il suo solenne ministero di Pastore universale della Chiesa il 22 ottobre. E' un Papa che tutti conosciamo per la sua presenza nei mezzi di comunicazione, che ora ce lo presentano sempre più sofferente, ma eroicamente determinato nel continuare il suo servizio. Oggi ci colpisce soprattutto questa sua sofferenza e il suo coraggio. E di questo esempio siamo tutti riconoscenti. Non dobbiamo però dimenticare la grandezza della sua figura, gli insegnamenti magisteriali, l'incidenza che ha avuto nelle vicende mondiali di questi ultimi 30 anni di storia. Un fatto che ha contraddistinto questo Papa sono stati i suoi numerosi viaggi. Il centesimo è stato in Croazia dal 5 al 9 giugno 2003. Il 7 settembre ha fatto una breve visita al santuario della Madonna del Rosario a Pompei. Non sappiamo se le condizioni di salute gli consentiranno altri viaggi. Nei cento viaggi che ha fatto ha visitato 129 diversi Paesi e ha compiuto 201 visite (in alcuni Paesi è tornato più di una volta); ha visitato 614 località differenti. Ha pronunciato 2.399 discorsi. I giorni di viaggio sono stati 575, durante i quali ha percorso 1.160.113 chilometri, nove volte il giro del mondo. Impossibile poi calcolare i milioni di persone incontrate direttamente o che lo hanno visto e ascoltato anche attraverso la televisione e i mass media. Perché questo suo continuo peregrinare? Il Papa ne ha spiegato il motivo fondamentale parlando il 12 giugno scorso ai suoi collaboratori e "compagni di viaggio". E stata una ispirazione - ha confidato -, avvertita nel momento stesso della elevazione alla Cattedra di Pietro: "Fin dal giorno dell'elezione a Vescovo di Roma, il 16 ottobre 1978, è risuonato nel mio intimo con particolare intensità e urgenza il comando di Gesù: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura". Mi sono sentito quindi in dovere di imitare l'apostolo Pietro che "andava a far visita a tutti", per confermare e consolidare la vitalità della Chiesa nella fedeltà alla Parola e nel servizio della verità; per "dire a tutti che Dio li ama, che la Chiesa li ama, che il Padre li ama; e per ricevere, altresì, da essi l'incoraggiamento e l'esempio della loro bontà, della loro fede". Anche Giovanni XXIII e Paolo VI avevano viaggiato. Tuttavia con Papa Wojtyla è la concezione stessa del pontificato che viene intesa in forma itinerante: "Attraverso i viaggi apostolici, si è reso manifesto - spiega il Papa - uno specifico esercizio del ministero che è proprio del Successore di Pietro, quale "principio e fondamento perpetuo e visibile dell'unità della fede e della comunione". Il Papa non è più "il bianco prigioniero del Vaticano", che governa la Chiesa dal chiuso dei suoi palazzi e attraverso la Curia, come un qualsiasi Capo di Stato. Il Papa scende tra la gente, si fa pellegrino con il popolo di Dio, come il pastore con il gregge, come Cristo: "In tutti questi viaggi mi sono sentito pellegrino in visita a quel particolare santuario che è il popolo di Dio. In tale santuario ho potuto contemplare il volto di Cristo volta a volta sfigurato sulla croce o splendete di luce come nel mattino di Pasqua" (ivi, n.3). Il pontificato itinerante di Giovanni Paolo II è divenuto così coscienza critica e profetica dell'umanità: denunciando ciò che va contro Dio e l'uomo, suggerendo nuovi cammini di giustizia, di amore e di pace, spiegando e mostrando a tutti che cosa significa essere cristiani oggi.
B.S. | |