Si è ripetuta con la consueta solennità e partecipazione la tradizionale Veglia Missionaria nel primo sabato di ottobre presieduta da mons. Vescovo. La preghiera ha avuto la parte predominante ma come sempre hanno destato commozione l'invio e la consegna del crocifisso ai 9 partenti per la prima volta per la missione (i nomi sono riportati a fianco) e la testimonianza di alcuni missionari. Riportiamo in questo numero la testimonianza di don Piero Melotto, prete diocesano fidei donum: "Son contento di condividere, di raccontarvi un pò della mia esperienza missionaria. Non vi parlerò di quello che facciamo, ma di quello che io, inviato, ricevo dalla missione". Presto il mio servizio come prete fidei donum, assieme ad altri due preti di Padova e Verona, e a due gruppi di religiose: Saveriane e Suore della Carità di Giovanna Antida Toupet, a Chaehom, diocesi di Chiangmai Nord Thailandia. L'ambiente umano, sociale della missione di Chaehom risente molto l'influenza della Cina (non molto lontana geograficamente): La maggioranza della popolazione è buddista, di tradizione Theravada (la più antica). Molti villaggi a noi affidati sono composti di rifugiati o immigrati dal Myanmar, Laos, Cambogia, Cina. Questi gruppi etnici sono di tradizione "animista". I cattolici sono pochi e nella nostra zona le comunità cattoliche più antiche sono iniziate 10/15 anni fa. 1. Missione è dono per me perché rinnova e fa comprendere meglio la bellezza della nostra fede: dove non si trovano nel vocabolario parole per parlare di Dio, gusto ancor di più la gioia di chiamarlo Padre. In Thailandia la gente è molto rispettosa, pacifica, ma non esiste l'idea del perdono degli errori e dei peccati; ognuno è in balia delle sue azioni, nulla può essere corretto. Così capisco meglio la gioia di essere perdonato, di essere fatto nuovo dal perdono del Signore. 2. Missione è un dono che mi aiuta a vivere in maniera più sana il mio ministero di prete. La difficoltà e la molteplicità delle lingue e delle tradizioni presenti nella regione ci obbliga a fare dei catechisti e degli animatori di comunità l'asse portante del lavoro di evangelizzazione. A me, prete, il compito di formare i catechisti, animare i ministeri, celebrare i sacramenti. Anche il dialogo interreligioso non ricade su di noi: è fatto dai battezzati e dai catecumeni nella vita quotidiana, nell'aiuto reciproco,nelle feste tradizionali. Come pure sono loro a mostrare ciò che è proprio della fede cristiana. 3. La missione mi aiuta anche a capire l'importanza delle tradizioni e delle feste cristiane. Dove la domenica non è festa, dove non c'è obbligo né tradizione di andare al tempio. la domenica dei battezzati è il primo strumento silenzioso ma visibile a tutti per annunciare la fede e per caratterizzarsi. E ci sono molti altri aspetti che mi aiutano a crescere anche come uomo: anche la saggezza di vita che incontro tramite la gente che cerca di mettere in pratica la proposta del Bhudda.
INVIATI IN MISSIONE PER LA PRIMA VOLTA Grando fr. Gabriele | Comunità di Villaregia | Costa d'Avorio | Schiavon | | Bauce sr. Annalisa | Dorotea | Ucraina | S.Zeno di Arzignano | | Bisol sr. Clara | Dorotea | Costa d'Avorio | Muriago della Battaglia | | Zampese sr. Gesuina | Dorotea | Ucraina | Cartigliano | | Daniels fr. Michael | Francescano | Guinea-Bissau | S.Andrea in Vicenza | | Gnoato Renata | Laica | Costa D'Avorio | S.Maria in Colle - Bas. | | Tadiello sr. Mariella | Marianista | Ecuador | Montorso | | Battistella sr. Lucia | Orsolina | Mozambico | Breganze | | Laurenti Giorgia e Fabio | Laici | Estonia | S.Giuseppe - Vicenza | | |