| In tutto il mondo, si stimano in 250 milioni i bambini lavoratori. È un binomio, quello di lavoro e infanzia, al quale l'opinione pubblica occidentale non è abituata. È noto, invece, come il lavoro minorile sia una realtà diffusissima in molti paesi del Sud del mondo, e non solo in quelli, se è vero che anche nella benestante Europa, dove dopo dure lotte dei movimenti dei lavoratori si giunse, all'inizio del XX secolo, all'abolizione del lavoro minorile, sono ancora moltissimi i casi di bambini sfruttati in vari tipi di lavori, quando non nell'accattonaggio. Di tutto ciò si parla lunedi 1 dicembre al centro sociale Carmini di Corso Fogazzaro a Vicenza per il ciclo Primolunedidelmese. Intervengono Maria Rosa Cutillo, coordinatrice per Mani Tese della Global March against Child Labour, e Aldo Prestipino, presidente di ASOC e vicepresidente di Italia-NATs. | |
| Inoltre: la tredicenne Anyela Yarmin Castaneda Bueda e l'educatore Alejandro Martínez Rodríguez, rappresentanti di Pequeno Trabajador, movimento colombiano dei bambini e adolescenti lavoratori organizzati. I bambini vanno, certo, difesi, tutelati e aiutati. Senza dimenticare, tuttavia, che in molti situazioni nel mondo il lavoro rappresenta per quei bambini - e per le loro famiglie - l'unica possibilità di sostentamento e, in qualche caso, di emancipazione. In questo drammatico e complesso contesto stanno emergendo varie esperienze di tutela dei diritti dei minori, anche molto diverse tra di loro. Tutte, però, con un denominatore comune: riconoscere ai bambini e agli adolescenti il ruolo di protagonisti nella lotta per la propria emancipazione dallo sfruttamento e per la loro crescita umana. Durante la serata viene presentata l'esperienza di Italia-NATs, coordinamento tra numerose associazioni italiane che sostengono le esperienze di autoorganizzazione degli stessi bambini e adolescenti lavoratori, nate in America Latina già a metà degli Anni '70 e poi estesesi anche in Africa e in Asia, il cui obiettivo prioritario è il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei piccoli lavoratori e delle proprie famiglie. La particolarità di tali esperienze è che il lavoro minorile non viene visto come negativo in sé, quando svolto in condizioni dignitose, non di sfruttamento. Inoltre, viene data voce alle associazioni e organizzazioni sindacali impegnate, più direttamente, sul versante dell'emancipazione dei bambini e degli adolescenti dal lavoro in età scolare, riunite nella Global March against Child Labour, che ha come obiettivo quello di dare voce a bambini salvati dallo sfruttamento e ai quali è stata data la possibilità di ricevere un istruzione, e che ora intendono assumere un ruolo da protagonisti per diffondere la consapevolezza sui diritti dell'infanzia.
|