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Tre Sorelle
A Bassano del Grappa il grande teatro di Anton Checov

Martedì 9 e Mercoledì 10 dicembre alle 21.00 arriva il grande teatro a Bassano del Grappa con Tre Sorelle di Anton Cechov, primo appuntamento al Teatro Astra con la Stagione Teatrale 2003/2004. In scena, per la versione firmata da Maurizio Panici, un cast di straordinari attori capitanati da Pamela Villoresi, Valeria Ciangottini, Antonella Attili e Ranato Campese, accompagneranno il pubblico alla scoperta del grande drammaturgo russo e dell'estrema modernità dei suoi personaggi. Tre sorelle: Masha, Olga, Irina; tre corteggiatori: Vershinin, Tuzenbach, Solenyj... tre insoddisfatti. E' un carillon di appuntamenti mancati il capolavoro assoluto di Anton Cechov. Mancati sono gli incontri tra le coppie dei protagonisiti, mancati gli appuntamenti con gli ideali, il lavoro per Tuzenbach e Irina, un mondo migliore per Vershinin e Masha, un amore per Olga e Cebutykin. Tre Sorelle è la storia di un'assenza, una condizione da cambiare, e invece l'impossibilità di farlo, di determinare il cambiamento: è proprio questo che rende il testo così attuale.

Portando sulla scena la vita nella sua continuità, imponendo il tempo narrativo del romanzo, Cechov sembra deteatralizzare il teatro. Ma nei fatti, scopre una struttura drammaturgica nuova, caratterizzata dalla soppressione dell'eroe a beneficio del gruppo, un coro sprovvisto di centro, dove ciascuno conserva tuttavia la sua individualità. Se c'è poca azione apparente, se i personaggi si distinguono per la loro aspirazione a trasformare il mondo e la loro inanità, sono tuttavia lungi dal rimanere inattivi in scena: Cechov li presenta in un quotidiano scelto, d'occasione, sia durante feste familiari, sia durante eventi drammatici, altrettanti punti di snodo delle vite individuali e collettive.

Il tempo in Cechov è un flusso inesorabile che si conta in ore, settimane, mesi o anni (quattro anni passano tra l'inizio e la fine). Punteggiato da crisi in germe che si riassorbono nel grigiore del quotidiano, il tempo cecoviano lavora le vite, deteriorando gli esseri e gli oggetti. Cechov iscrive l'"adesso" dei suoi drammi in due direzioni temporali che lo allargano: il ciclo naturale delle stagioni e la doppia evocazione di un passato e di un futuro lontani, sotto una luce ironica che neutralizza il tragico.

L'intrigo nasce dall'incontro dei personaggi in circostanze eccezionali , si evolve a partire da un grumo di fatti che, nella vita, passerebbero inosservati, per ripiombare, incompiuti, nel quotidiano. L'attesa, stato sensibile di molteplici, è uno dei modi d'esistenza scenica dei personaggi cecoviani, antieroi consapevoli del fallimento della loro vita. I drammi sono costruiti intorno ad una grande immagine totalizzante, ad un tempo reale e simbolica (in TRE SORELLE è Mosca), che si staglia di fronte alla separazione dolorosa e alla deflagrazione dei rapporti, tra esseri votati alla solitudine, lontano dalla città o dalla casa dove sentono ancora forti le loro radici.

Perno del dramma è perciò la rassegnazione, sempre più forte, a qualcosa di inevitabile che i personaggi non sono in grado di debellare: il tedio della vita e la futilità delle loro aspirazioni li porta quasi a lasciarsi vivere, senza il coraggio di agire in modo deciso. Il significato ultimo di questo inimitabile artista è dunque nell'amarezza lirica che si esprime da una negazione sociale; una sconsolata constatazione che non rinuncia all'ironia ma porta a riflettere sull'umanità con uno sguardo senza tempo che ha affascinato intere generazioni di spettatori, e continua a farlo ancora oggi.


10/12/2003

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