| Le donazioni saranno destinate ad un nuovo ospedale costruito dall'organizzazione in Somalia, con sale operatorie e reparti di ginecologia, ostetricia e pediatria. Le foto del calendario mostrano donne di diverse etnie (Somalia, Capo Verde, Italia, Brasile, Egitto, Filippine.) con il volto coperto dal chador; gli stessi volti compaiono anche sul retro, ma senza velo. Tutte le immagini sono accompagnate da un'intervista della giornalista Rai Maria Barresi sul rapporto della donna raffigurata con l'infibulazione. Le fotografie sono state scattate da Antonio Maria Gallo, docente di tecnica fotografica, reporter di guerra e fotografo pubblicitario che da anni segue queste problematiche. La mostra è itinerante e viene presentata, oltre che in Italia, negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Canada e negli Emirati Arabi. "Per Vicenza - ha spiegatol'assessore Francesca Bressan nel motivare l'adesione all'iniziativa - si tratta di un'occasione per ribadire un no deciso a una pratica mutilante, causa di terribili infezioni oltre che di umiliazione e prostrazione psicologica, e per incoraggiare la mobilitazione delle donne vicentine al fianco delle mussulmane a pochi mesi dall'approvazione in Senato di un progetto di legge per il divieto esplicito di questa mutilazione (ad oggi i pochi casi denunciati vengono perseguiti come semplici lesioni personali) e alla vigilia dell'anno in cui l'Unicef ha scelto di battersi per la scolarizzazione delle bambine, che non vuol dire soltanto più cultura, più progresso, più prevenzione, ma anche maggior consapevolezza dei propri diritti". Il presidente di Comsed, il dottor Abducadir M. Giama, è stato nei giorni scorsi all'istituto Fusinieri dove con la responsabile per il Veneto Annamaria Cosco ha presentato agli studenti il progetto Smiling eyes, spalancando una porta su storie sconvolgenti di decessi per parto e per emorragie. |