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La Traviata
Il 27 dicembre al PalaBassano prima nazionale della nuova produzione dell'opera di Verdi
Sabato 27 dicembre alle ore 20,30 il PalaBassano ospita la prima nazionale de La Traviata di Giuseppe Verdi, la nuova produzione di Opera Festival Veneto in replica anche il 28 dicembre alle ore 15,30 ed il 30 dicembre alle ore 20,30. Terza opera della famosa trilogia popolare verdiana (con Trovatore e Rigoletto), La Traviata è forse la partitura musicale più densa di profondità psicologica di tutto il teatro d'opera romantico. Le figure femminili verdiane, precedentemente delineate, trovano in Violetta il più alto e perfetto compendio. S'impone in quest'opera un nuovo tipo di lirismo drammatico, non più fondato sui facili e violenti contrasti delle passioni, ma su sottili e raffinate notazioni dei sentimenti, del dolore, della tenerezza, dell'amore, della rassegnazione. L'idea stessa di musicare un dramma tanto discusso, una storia "scandalosa", una storia d'attualità tanto lontana dal passato più o meno eroico dei drammi fino ad allora messi in scena da Verdi, era di per se stessa audace per quel tempo.
MImma Briganti è Violetta
La protagonista del dramma di Dumas "La dame aux camélias", dal quale è tratto il libretto di Traviata, era realmente esistita, ancor oggi a Parigi si depongono fiori sulla sua tomba. L'opera verdiana segue fedelmente il dramma di Dumas, solo i personaggi cambiano nome, Margherita diventa Violetta, Armand Duval diventa Alfredo Germont. Alla sua prima rappresentazione a Venezia al Teatro la Fenice nel marzo 1853, La Traviata fu però un clamoroso insuccesso e per diverse ragioni. I cantanti fisicamente inadatti alle parti (Violetta era una giunonica soprano assai poco credibile nella parte di una malata di tisi), lo scarso impegno di alcuni di essi, l'ambientazione moderna, ma soprattutto l'audacia del soggetto e l'estrema novità della partitura. Ma l'anno dopo, sempre a Venezia nel Teatro San Benedetto, l'opera fu calorosamente applaudita. Verdi aveva ritoccato alcune parti ma nell'insieme l'opera era la stessa della Fenice; diversi erano gli interpreti, soprattutto la protagonista che entrò credibilmente nella storia e raccolse un vero e proprio trionfo.
Massimiliano Pisapia è Alfredo Germont

Da allora La traviata domina il repertorio, è fra le opere più amate e certamente più popolari non solo di Verdi ma di tutta la storia del melodramma. A confrontarsi con questi splendidi ruoli del repertorio classico, due protagonisti giovani ma già segnalati in prestigiose vetrine nazionali ed internazionali. A cominciare dal personaggio di Violetta Valèry interpretato da Mimma Briganti (sostituita dall'altrettanto brava Antonella Bertaggia nella replica del 28). Soprano di grandi capacità vocali, vincitrice del prestigioso concorso internazionale "Luciano Pavarotti" a Philadelphia (USA) tra oltre 2.000 candidati, la Briganti debutta dieci anni fa al Teatro San Carlo di Napoli con "L'occasione fa il ladro" di Rossini sotto la direzione del Maestro Salvatore Accardo. Da allora sono stati un susseguirsi di successi nei principali palcoscenici italiani in grandi ruoli del repertorio, oltre Violetta ha infatti interpretato Musetta nella "Bohéme" di Puccini, Gilda nel "Rigoletto" di Verdi e la regina della notte nell'opera "Il flauto magico" di Mozart.

Ad affiancarla nel ruolo di Alfredo Germont una vecchia conoscenza del festival bassanese, il tenore Massimiliano Pisapia, già vincitore del concorso lirico Tito Gobbi ed acclamato interprete della precedente produzione del festival "Madama Butterfly" nel ruolo di Pinkerton; applaudito anche nella recente tournèe in Cina con il Coro e l'Orchestra del Teatro la Fenice, che proprio a Bassano, durante le premiazioni del concorso Tito Gobbi, ha avuto modo di apprezzare il grande talento interpretativo di questo cantante.

Completano il cast Giorgio Cebrian nel ruolo di Giorgio Germont, Giorgia Bertagni in quello di Flora Bervoix, Inoue Makiki in quello di Annina, Roberto Covatta come Gastone ed Elia Fabbian come barone Duphol. E poi Dario Giorgelé nei panni del Marchese D'Obigny, Carlo Tallone in quelli del dottor Grenival, Filippo Tonon come Giuseppe e Luca Gallo nel doppio ruolo di un domestico di Flora e un commissario. La regia è affidata a Ulisse Santicchi, che firma anche l'ideazione di scene e costumi con Liviano Dal Pozzo. Mentre la direzione musicale è affidata al giovane Maestro Gianpaolo Bisanti che ha già avuto modo di farsi apprezzare al festival bassanese nella direzione di altre recenti produzioni.


24/12/2003

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