S. Gregorio Magno nel Seicento, quando "la capitale del mondo" era bottino dei barbari, scrisse: "Roma, divenuta vuota, brucia". E' una frase-sentenza continuamente attuale nelle "notti della storia", illuminate solo dal bagliore delle armi. Brucia ancora l'Africa: Congo, Costa d'Avorio, Sud-Sudan, per non parlare di quel calderone sempre ribollente che è la zona dei Grandi Laghi e senza parlare dell'Algeria, dove il fondamentalismo islamico continua a sgozzare gli innocenti. Brucia l'Asia: Terra Santa, Iraq, Cecenia, Pakistan e Afghanistan, dove gli incerti equilibri esplodono qua e là in azioni, terroristiche. Se andiamo in America Latina, con piccoli segni di speranza come in Brasile, dove è stato democraticamente eletto un presidente attento alla povera gente, ci sono situazioni che potrebbero esplodere da un momento all'altro. Pensiamo all'Argentina, al Venezuela, alla Colombia, dove nel solo anno appena trascorso sono stati uccisi due vescovi e quattro sacerdoti. "Iam vacua ardet Roma"! Su questo scenario l'incognita del terrorismo alimenta ulteriormente il fuoco della violenza e la volontà di prevalere. Eppure mai come in questo momento è stata forte l'aspirazione alla pace. Il guaio è che non si vuole andare alle radici del male che sono gli interessi economici, l'ingiustizia, lo sfruttamento, la volontà di dominio, la menzogna fatta passare come informazione-stampa e la violenza perpetrata come diritto all'autodifesa. Su questo immenso rogo che avvolge il pianeta terra risuona convinta e implorante la voce del Papa: "Pacem in terris!: impegno che è di tutti e di ciascuno. Forse qualcuna delle radici del male alle quali ho accennato sopra alligna anche nel nostro cuore e nelle nostre relazioni interpersonali. Proviamo ad estirparla coraggiosamente, credendo all'amore e al perdono, imparando a perdere per ritrovare!G.B. | |