| Caro don Giacomo, ricordo ancora con molto piacere la sua visita, e quella di mons. Pietro Nonis, in San Mateo (Ecuador). Io sono qua in Ecuador per un'esperienza di alcuni mesi con l'Operazione Mato Grosso. Mi sento molto fortunata ad avere l'opportunità di vivere questi mesi qua, in mezzo a tanta povera gente; è una cosa che sempre mi aiuta a ricordare quanto sono stata fortunata. San Mateo, come si ricorderà, è un paesello in riva all'oceano. La gente vive soprattutto di pesca. La vita del pescatore è molto precaria: se la pesca va bene, gli uomini tornano con un buon guadagno di 50 dollari, ma se va male succede anche che tornano da 15-20 giorni di pesca con meno di 15 dollari (meno di 1 dollaro al giorno). In queste condizioni la gente può sopravvivere, però, appena capitano malattie o qualche grossa spesa, è costretta ad indebitarsi e così si riduce alla miseria. Per esempio qua la salute è quasi completamente privatizzata, per cui le persone che si ammalano devono comperarsi tutte le medicine e pagarsi tutti gli esami. Se uno viene ricoverato in ospedale, deve pagare lui tutto: dalle siringhe alle medicine, dalle garze alla flebo.deve portare lui le lenzuola e quant'altro occorre. Quindi anche lei può immaginare come tutto diventa precario e porta la gente a scegliere se curarsi ed indebitarsi o non curarsi. Un'altra realtà che sempre mi commuove sono le case della gente. I più poveri vivono tutti in case di canna di bambù. Sono abitazioni molto piccole, raramente hanno più di 1 o 2 stanze. Sono arredate con pochissime cose 1-2 letti, 1 amaca, 1 tavolo, 1 fornello, 2-3 sgabelli, qualche pentola, qualche stoviglia. Tra poco arriverà anche la stagione delle piogge, per 4-5 mesi (da dicembre in avanti.) ogni giorno ci saranno forti acquazzoni. Molte famiglie sono preoccupate, perché non sanno se la casa reggerà a queste forti piogge, per cui sono venute a chiedere aiuto per il tetto della casa. Noi abbiamo fatto una stima tra le famiglie e abbiamo cercato di stabilire quali sono le abitazioni più precarie: una cinquantina. Pensavamo d'iniziare aiutando queste famiglie; ogni tetto costerà intorno a 200 dollari, dipende dalla grandezza della casa. Questo è il progetto, però purtroppo mancano i fondi, l'OMG non riesce a sostenere tutte le spese per cui stiamo cercando persone che ci aiutino. Mi scusi, ma devo chiudere velocemente altrimenti non spedisco la lettera. Per ogni cosa può fare riferimento a Massimo Casa. Scusi per il disturbo verrò a trovarla quando torno, con molta stima. Elisa Volontaria vicentina dell'Operazione Mato Grosso NB. Il paesino che il vescovo Mons. Nonis volle visitare è quello in cui p. Mario Faccin iniziò il suo breve ministero sacerdotale, prima di rientrare in Italia a causa di una fulminante leucemia. In sua memoria vogliamo dare un segno di solidarietà ai pescatori manabiti? | |