| E' tutta da valutare, per esempio, la posizione di Aldo Spinelli, presidente del Livorno, personaggio ancora da studiare, nonostante un'anagrafe che lo proietta verso i 70. Spinelli cammina lungo una linea indecifrabile, a metà tra i sogni più sfrenati e la realtà più concreta ma non ha mai assimilato le cadenze degli uni né, men che meno, il rigore dell'altra. Personaggio d'altro tempi, come assicurano gli amici più stretti, ma soprattutto d'un altro calcio, come lasciano intendere Sagramola, Pastorello e Dal Cin, referenti in Lega del calcio veneto di serie B. "Testa dura -dice di sé Spinelli- e occhio alle tasche". L'origine genovese spiega un po' tutto, ma è proprio questa origine, con le intuibili implicazioni sparagnine, ad accendere mille dubbi sull'attendibilità di una proposta (Quaranta squadre in serie A, divise in due gironi) presentata in tandem con Cellino e capace di innescare una pioggia infinita di polemiche e di distinguo. Proprio Rinaldo Sagramola, che si è sempre posto in una posizione di critica nei confronti del Sistema, ha rilevato l'incongruenza di un progetto che da un lato offrirebbe (ma soltanto sulla carta) un ritorno di immagine da sfruttare pubblicitariamente e dall'altro azzererebbe invece il potere contrattuale delle piccole società. Il tutto in una proiezione da analizzare quantomeno con sospetto e destinata a rendere ancora più marcata -vedremo il perché- la spaccatura all'interno della Lega. I dubbi di Sagramola, in effetti, hanno un fondamento concreto. Prima di tutto perché Galliani non si è subito dissociato prestando quindi il fianco a varie interpretazioni (chi guida un organismo come la Lega dovrebbe avere il coraggio e l'autorevolezza di difenderne la credibilità); in secondo luogo perché il braccio di ferro ipotizzato tra lo stesso Galliani e Carraro appare non soltanto poco credibile ma anche e soprattutto fuori copione. Va detto tra l'altro che il blocco delle 40 squadre da destinare alla serie A rimanda inevitabilmente al progetto di quella Superlega europea sul quale le grandi stanno lavorando all'interno del cosiddetto G.14+2: non è casuale il fatto che si continui a parlare, in previsione della stagione 2006-2007, quella successiva al Mondiale tedesco, di una sorta di A-1 europea da 16 squadre (Juventus, Milan e Inter le italiane prescelte) e di una A-2 con due gironi da 12 (Roma, Parma e Lazio le nostre candidate). In totale 40 squadre blindate, proprio come le teste di ponte Spinelli & Cellino progettano per il nostro campionato. |