| Anche "Dribbling", dunque, ha messo il Vicenza in copertina. I biancorossi in vetta alla classifica della B hanno ridestato l'interesse dei media nazionali conquistando addirittura uno spazio importante nel corso della seguitissima rubrica di Rai Due curata da Gianfranco De Laurentiis. Non esiste in effetti traccia, nella storia della serie B, di un cambio di passo così imperioso come quello che ha proiettato il Vicenza ai vertici della classifica. Altre squadre (il Torino di Reja prima, poi quello di Camolese, l'Atalanta di Mondonico, lo stesso Vicenza di Guidolin) hanno avuto un abbrivio lentissimo risalendo poi le posizioni sino a centrare la serie A. Ma il tutto è avvenuto per gradi, il progetto tecnico-tattico si è consolidato lungo il cammino, non c'è stata insomma quell'esplosione di gioco e di risultati che sta caratterizzando il Vicenza in questa sua straordinaria fase della stagione . Viene da chiedersi, dunque, attraverso quali alchimie Mandolini sia riuscito a calibrare i toni e i ritmi di una squadra che in apertura di stagione aveva raccolto tali e tanti giudizi negativi da lasciare ipotizzare, al massimo, una salvezza faticosa, non certo un campionato condotto da protagonista. | |
| Miracoli del calcio ? Difficile crederlo. I miracoli, nel calcio, avvengono sempre.a posteriori, e sono comunque l'espressione di un solido lavoro condotto sul campo (e nello spogliatoio): la grazia divina, se così si può dire, interviene soltanto a supporto per garantire -come una sorta di imprescindibile magia- la classica marcia in più. Tutto questo per dire che Mandolini, prima di raccogliere il frutto della sua applicazione, deve aver seminato in abbondanza, rischiando in proprio (anche la faccia, certo.) e traendo ampi vantaggi, paradossalmente, dalla intricata situazione societaria. Viene da chiedersi infatti quale sarebbe stato l'esito del suo rapporto con il Vicenza nell'ipotesi che le casse societarie avessero consentito, dopo la sconfitta mortificante di Verona, di prendere in esame una soluzione alternativa per la panchina. Mandolini ha potuto utilizzare insomma a proprio vantaggio -ed è stato bravissimo a cogliere l'attimo- il classico "stato di necessità", situazione questa che nella storia del Vicenza si è riproposta spesso con cadenze imperiose. Da un lato la fortuna (che aiuta sempre e comunque gli audaci) dall'altro il coraggio e la tenacia dell'allenatore. Guai a dimenticare tuttavia, al di là di valutazioni che riguardano il blocco squadra in generale, il peso delle motivazioni individuali. Se il Vicenza è cresciuto infatti lungo il cammino cambiando radicalmente passo, il merito è anche e soprattutto delle tante piccole-grandi battaglie vinte dai giocatori in un momento in cui il trend del calcio lasciava ipotizzare una resa o al massimo un cambio di indirizzo (leggasi l'intervento complice dei procuratori, che cercano di semplificare il cammino dei loro assistiti proponendo nuove soluzioni di mercato invece di spingerli a lottare per un posto in squadra. |