| "Perché Bassano del Grappa e non Marostica? Perché Arzignano e non Chiampo? Perché solo Schio e non Thiene e tutto l'ambito dell'Altovicentino? - continua la segretaria del Sunia - Mi sembra che i criteri di selezione utilizzati siano discutibili perché in realtà i problemi concreti non sono legati a precisi territori comunali, ma ad ambiti più diffusi come Vicenza e circondario, il Bassanese, l'Altovicentino (compreso Valdagno) e la Vallata del Chiampo". I comuni che rientrano nell'elenco dei territori ad alta tensione abitativa , che dovrà essere approvato dal Cipe, usufriscono di una serie di benefici normativi tra cui le proroghe sugli sfratti, l'applicazione dei contratti di locazione a canale agevolato e relativi incentivi fiscali per i proprietari. "Cosa succederà nel tempo? - si chiede Tomasini - Potrebbe essere che tutte le famiglie in difficoltà che abitano nei comuni limitrofi a Vicenza si spostino tutti in città, andando ad aggravare ulteriormente il problema della tensione abitativa nei centri indicati!" Al Sunia di Vicenza sono convinti che gli indicatori utilizzati dalla Regione siano parziali, e che probabilmente non è stato tenuto in giusta considerazione il rapporto tra reddito e canone di locazione. "A Vicenza questo rapporto è molto alto - conclude Tomasini - Da noi i canoni oggi sono in media a più del doppio dei patti in deroga scaduti qualche anno fa! E la tensione abitativa è dimostrata dall'altissimo numero degli sfratti per morosità!" In contrà Santa Corona sono preoccupati soprattutto per realtà come Montecchio Maggiore e Altavilla: "Già nel hinterland berico i comuni hanno fatto poco o nulla per risolvere il problema abitativo, ora vengono tolti dall'emergenza e non avranno alcun incentivo ad impegnarsi per rendere più agevole il mercato dell'affitto alle famiglie che hanno bisogno che risultano sempre di più". |