| "Tuttavia, i dati delle nostre imprese associate sono all'insegna di un certo equilibrio, mantenuto con grande fatica: le variazioni percentuali del volume d'affari, della produzione e dell'occupazione sono molto contenute, ma mediamente positive e si avverte una sia pure limitatissima inversione di tendenza: negli ultimi sei mesi 2002, il volume d'affari (vendite) della piccola industria vicentina è aumentato del +1,3% , mentre la produzione presenta un ritmo di crescita lievemente al di sopra della media veneta (+1,7% contro +1,4%), ma si attesta su livelli inferiori a quelli del primo semestre 2002. Anche l'occupazione è rimasta costante, con addirittura qualche aumento in alcuni comparti, mentre gli investimenti sono tornati a livelli di quasi normalità". "Per gli imprenditori la situazione non cambierà nei prossimi sei mesi: il 52% del campione prevede stabilità del volume d'affari, il 28% si aspetta un miglioramento (era il 32% a settembre) e solo un 11% prevede una diminuzione; aumenta invece il gruppo degli incerti, che non riesce a fare alcuna previsione (9%)".
"La lieve ripresa è da imputare soprattutto al mercato interno e a quello europeo : le vendite in Italia sono aumentate, infatti, del +2,7%, le vendite nell'area UE sono cresciute del +5,1%, quelle ai Paesi dell'Europa Orientale registrano un +6,3%, mentre su mercati extra UE la situazione è molto più incerta, dato che le vendite al Nord America sono aumentate solo del +1,4%. Asia e America Latina sono, ahimè, in caduta libera. In sintesi: si lavora per i mercati più vicini, e questo si spiega con la nostra grande capacità di essere flessibili e saper ricercare, in tempi rapidissimi, le aree con domanda più promettente".
"Altro dato importante è il saldo occupazionale (+2,5%), che si mantiene sempre positivo; per il prossimo semestre, inoltre, solo il 3% del campione prevede di procedere a una riduzione del personale. Ciò nonostante, l'occupazione cresce in modo difforme da zona a zona: gli occupati aumentano a Vicenza, Valdagno e Bassano, mentre si riducono negli altri mandamenti ; i posti di lavoro crescono nell'Edilizia, nell'Alimentare, nel settore dei Servizi e nell'Orafo (ma qui incide in modo pesante la stagionalità di certe lavorazioni), mentre rimangono stabili o in lieve riduzione negli altri settori". "Più in generale, per quanto riguarda i settori, la situazione è differenziata, con Tessile-Abbigliamento, Orafo e Grafico in calo, Ceramica ed Edilizia in stabilità e gli altri settori in lieve ripresa. Dal punto di vista territoriale, a consuntivo del secondo semestre 2002,quasi tutti i mandamenti presentano indici di ripresa ad eccezione dell'Alto Vicentino : a fronte di una crescita superiore al +7% nel primo semestre 2002, Thiene segna una riduzione del -2,4% nel secondo semestre e Schio registra un calo di valore prodotto (-2,2%). In prospettiva, aumenta un po' dappertutto la quota delle imprese che prevedono stabilità della produzione e degli ordinativi nei primi mesi del 2003".
"Infine, gli investimenti: le imprese che dichiarano di averne effettuati, nel secondo semestre del 2002 sono, a consuntivo, il 59,5% del campione, ma scendono al 39% nel primo semestre 2003. Questa diminuzione ci allarma non poco: si prospetta un vero e proprio blocco degli investimenti come non si vedeva da tempo, con conseguenze che non possono essere buone". |