| Apindustria Vicenza ha presentato i dati dell'indagine condotta su circa 200 aziende associate sul tema della Responsabilità sociale dell'Impresa. Il Bilancio Sociale diventa uno strumento strategico per oltre il 70% del campione. Csr. Con questo acronimo si identifica la Corporate Social Reponsability, cioè la Responsabilità sociale dell'Impresa. Una sigla che, molto probabilmente, i piccoli imprenditori vicentini nemmeno conoscono, anche se, come è nello spirito pragmatico che li contraddistingue, le azioni socialmente responsabili sono una prassi poco comunicata, ma estremamente frequente nell'ambito del mondo industriale berico. A confermarlo è un'indagine di Apindustria Vicenza, su un campione di quasi 200 associati, dalla quale emerge che meno del 6% degli intervistati ritiene che il ruolo dell'imprenditore debba essere limitato alla gestione dell'impresa; il 32% pensa che gli imprenditori non abbiano responsabilità superiori a quelle di qualsiasi altro cittadino, mentre il 61% afferma di voler far sentire la propria voce tramite l'associazione (36%), oppure con un impegno diretto nelle iniziative del territorio (25%). | |
| Il 75% degli intervistati ritiene che l'associazione di categoria costituisca lo strumento migliore per intervenire sui fattori esterni all'impresa, mentre solo il 4% pensa di doversi impegnare in modo individuale e l'11% ritiene utile aderire a patti territoriali. Tuttavia, la cosa più sorprendente che emerge da questa indagine, è che l'84% del campione di Apindustria Vicenza, cioè 170 imprenditori su 200, ritengono doveroso redigere il Bilancio Sociale dell'impresa e calcolare i benefici per i collaboratori. Una percentuale, questa, che rovescia il luogo comune che vedrebbe impegnate solo multinazionali o grandi imprese nell'uso di strumenti così sofisticati.
"L'identikit dell'imprenditore medio vicentino che esce da questo sondaggio -commenta Fiorenzo Sbabo, alla guida dell'Associazione di categoria vicentina- è sostanzialmente diverso dallo stereotipo spesso presentato dai media nazionali, il più delle volte impegnati a dipingere un'imprenditoria veneta affannata solo a fare "schei". Viceversa, il 75% degli imprenditori di Apindustria ritiene importante partecipare alle iniziative dell'associazione, sostenendo interventi collettivi sui problemi della società e del territorio; il 57% pensa che le azioni di beneficenza e il finanziamento di opere sociali nella comunità sia un modo corretto di esprimere la funzione sociale dell'imprenditore; il 25% crede che sia opportuno assumere responsabilità politiche o amministrative in qualità di imprenditore. L'immagine complessiva che si ricava, è quella di un attore che privilegia l'azione sociale a quella più squisitamente politica. Circa le "azioni di solidarietà", l'80% dice di essersi impegnato in sponsorizzazioni di vario tipo e nel 55% dei casi parteciperebbe di nuovo al medesimo tipo di iniziativa; il 77,4% ha partecipato ad attività rivolte a sostenere le fasce deboli della popolazione e nel 49% e dichiara di volerlo rifare; il 70% ha sostenuto enti locali o eventi della comunità, investito su azioni di aiuto a Paesi in via di sviluppo o partecipato a esperienze di adozione a distanza; lo rifarà nel 50% dei casi.
Alla luce dei risultati dell'indagine, appare evidente la disponibilità dell'imprenditoria vicentina ad impegnarsi in diversi tipi di iniziative di solidarietà. In tal senso, oltre il 50% degli intervistati riterrebbe utile la nascita di un organismo governato dagli imprenditori, che si occupi di coordinare iniziative di carattere sociale e solidale. In quest'ottica, Apindustria Vicenza si sta muovendo da qualche tempo con l'obiettivo di istituire un'apposita Onlus con tali finalità. |