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CHIESA VIVA on line 03/2003
DON ANTONIO, PARROCO DI S.GIUSEPPINA BAKHITA
DON ANTONIO, PARROCO DI S.GIUSEPPINA BAKHITA
Così si è definito lui stesso in varie occasioni con un sorriso di compiacenza, lasciando capire che era fiero di avere una così eccezionale parrocchiana che poteva collaborare con lui per il bene della comunità.
In un'occasione aveva detto: "S.Giuseppina Bakhita non è di Schio, ma affidata alla custodia degli Scledensi, che a Lei dovranno in avvenire ispirare la propria vita cristiana".
Per questo forse nel suo "Catechismo agli adulti" in alcuni numeri del Bollettino del Duomo aveva illustrato con competenza le "virtù di Bakhita", che possono essere di stimolo anche per i cristiani di oggi.
Poco dopo il suo arrivo a Schio fu subito promotore zelante del Comitato per le celebrazioni in onore della Canonizzazione di Bakhita e sempre animatore entusiasta delle molte manifestazioni. Per un anno intero sollecitò i parrocchiani ad offrire il loro per il "Progetto Sudan" della missioni canossiana che opera in favore della promozione della donna a El Obeid, grande mercato di schiavi al tempo di Bakhita ed ora aeroporto militare, dove si rifugiano i profughi delle terre del Sudan tormentate dalla guerriglia.
La sua soddisfazione era visibile quando poteva accompagnare qualche visitatore di riguardo nella chiesa e nella stanza di Bakhita e quando era invitato a celebrare l'Eucarestia in occasione di festività o incontri particolari.
Ogni volta la sua omelia aveva un colorito speciale frutto, si sentiva, di una approfondita meditazione della vita della nostra Santa. Era bello vederlo il lunedì tra i bambini delle elementari, quando veniva ad accoglierli per l'ora di catechismo. Proprio lunedì 3 febbraio si è intrattenuto per tutta l'ora con i bambini della 2^ classe per commentare la parabola della "pecorella smarrita" e alla fine un piccolo gli ha chiesto a bruciapelo: "E tu ti senti una pecorella smarrita"? "Certo - fu la pronta risposta - anch'io mi sento una pecorella smarrita, perchè sono un uomo in carne e ossa e posso anch'io sbagliare come tutti". Fu da noi a salutarci proprio il giorno della partenza: sprizzava gioia e fu felice di ricevere i risparmi dei bambini delle elementari per i loro coetanei di El Obeid con i quali sono da anni gemellati.
Non potremo ormai più disgiungere, l'8 febbraio, il ricordo di Mons. Antonio e Mons. Giacomo Bravo da S.Giuseppina Bakhita, che proprio nel giorno della sua festa liturgica, come è stato detto, "ha voluto portare al massimo della solidità l'amicizia e la solidarietà tra Vicenza-Schio e il Sudan".

Le Suore canossiane di Schio

06/03/2003

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