| Sette anni è durato il ministero pastorale di don Giacomo Bravo nella popolosa e impegnativa parrocchia di Ognissanti in Arzignano. Giunto nel 1990 nella città del Grifo proveniente dall'Azione cattolica diocesana e avendo con grande passione già svolto il servizio di parroco nella piccola comunità di Campodalbero nell'alta valle del Chiampo, don Bravo succedeva all'amatissimo don Angelo Bonente diventato arciprete della Cattedrale. Lo smarrimento e il sincero dolore che si coglie oggi ad Arzignano e in tutta la zona (don Giacomo è stato vicario foraneo) testimoniano oltre ogni commento l'affetto e la stima che hanno circondato - in situazioni anche non facili - l'arciprete del Duomo e che sono rimasti immutati pure in questi cinque anni. Abbondanti nei quali don Bravo, nel nome dell'aiuto alle Missioni, è rimasto vicino a tanta gente che l'aveva incontrato e conosciuto. Il "sorriso" e il "cuore" sono state le icone del suo amare e del suo agire. La cordialità e la vivacità ne caratterizzavano l'approccio alle persone: il gesto accogliente conquistava bambini e anziani, la battuta spiritosa suscitava simpatia, la conoscenza dei problemi personali e familiari e l'interessamento concreto per risolverli creavano confidenza e fiducia. Metteva cuore anche nella preghiera fedele e intensa, nella cura della liturgia e delle omelie coinvolgenti e ispirate, nell'accompagnamento di tanti cammini spirituali, nelle frequenti occasioni di approfondimento della fede. Aveva un animo aperto ed ecumenico, e non solo per la sua preparazione teologica (in modo particolare nel campo delle religioni non cristiane). Le strutture e le norme, anche ecclesiastiche, non riuscivano a scalfire il suo essere tutto e tutti e tanto meno a soffocare il suo ardore di carità. Ha tanto amato la casa di Dio, provvedendo alla magnifica ritinteggiatura del Duomo, e ha sostenuto con entusiasmo, insieme con i giovani preti cooperatori, il rilancio del centro giovanile "Mattarello". Grazie di tutto, don Giacomo, e non dimenticare gli arzignanesi neanche adesso che ci hai preceduto nella Luce. Don Lucio Mozzo | |