| Don Giacomo aveva nel cuore un profondo spirito missionario, fondato teologicamente sui documenti del Concilio Vaticano II e in particolare sull'Enciclica Redemptoris Missio, filtrato da una sua personale spiritualità che manifestava ogni volta che parlava a gruppi o che scriveva sul tema missionario. In Chiesa viva da alcuni anni teneva una rubrica sulla spiritualità missionaria che illustrava partendo dai testi evangelici e arricchiva con sapienza teologica e l'esperienza personale. Ricordiamoci, scriveva alle animatrici missionarie che nella chiesa le strutture, cioè le attività, i progetti, anche gli aiuti materiali hanno senso solo se sono animate dalla carità dello Spirito Santo, se sono espresse da un'autentica vita di fede, di speranza e di carità. L'apostolato missionario se vuole essere veramente missionario deve avere le radici nella vita interiore, deve essere ecclesiale per farsi veramente concreto. Solo nella misura in cui entriamo con la fede e la preghiera nella potenza dello Spirito Santo viviamo l'ansia missionaria. Don Giacomo ha cercato di trasfondere questa profonda spiritualità missionaria in tutte le persone prima attraverso Crociata missionaria e poi attraverso Chiesa viva. "Ho lasciato parte del mio cuore, ebbe a dire nelle Pontificie Opere Missionarie per la ricchezza di disponibilità e di vero spirito missionario fatto di preghiera, di sacrificio di carità concreta che abbiamo vissuto insieme". Accoglieva con il suo largo sorriso i missionari e le missionarie che passavano per il suo Ufficio e più che la carità materiale era il colloquio, la partecipazione ai loro problemi e alle loro fatiche che lo interessava. Manifestò condivisione piena con i sacerdoti diocesani Fidei donum. Li sentiva ed essi si sentivano con lui veri fratelli. I suoi frequenti viaggi missionari erano per accompagnarli e sostenerli nel loro ministero: Brasile, Colombia, Ecuador, Cameroun, Costa d'Avorio, Albania, Thailandia sono state tappe faticose dei suoi viaggi nei quali ha coinvolto ultimamente anche don Armido Gregolo e altri laici perché la carità fosse più larga. Grazie don Giacomo per i molti esempi di vita e di vero spirito missionario che ci hai lasciati. Noi confidiamo come hanno scritto le suore comboniane che ti hanno visto per ultime a Khartoum che "il tuo sacrificio sia fonte di benedizione per il Centro missionario e per le missioni che hai amato e per le quali ti sei donato". V.G. | |