| Il Sudan, con i suoi 2 milioni e 500 mila kmq è il più esteso paese dell'Africa. Ha circa 29.8 milioni di abitanti. Si tratta di una popolazione eterogenea: con 56 gruppi etnici e almeno in 572 tribù che parlano lingue diverse. Il paese è sconvolto da una guerra civile che dal 1983 ad oggi ha causato la morte di oltre due milioni di persone e oltre quattro milioni di sfollati. Il sud è completamente distrutto e la carestia complica la situazione: quasi due milioni di persone dipendono dall'aiuto umanitario, in un paese potenzialmente ricco dal punto di vista agricolo. La guerra civile costa al governo di Khartoum un milione di dollari al giorno. Il protrarsi della guerra civile, della carestia e le spinte fondamentaliste del governo islamico di Khartoum hanno condizionato pesantemente la presenza cattolica nel Paese. "Per i cristiani - ha affermato mons. Paolino Lukudu, presidente della Conferenza espiscopale sudanese - l'oppressione assume la forma dell'islamizzazione: i fondamentalisti cercano di forzare i cristiani a diventare musulmani in modi diversi. Ad esempio, concedendo l'accesso ai posti di lavoro, alle cure mediche o ai livelli superiori di istruzione solo se diventano musulmani. La stessa guerra civile è in parte uno strumento di oppressione religiosa". Durante gli ultimi anni, diverse chiese e centri di preghiera sono stati distrutti; inoltre, due preti, Lino Sebit e Hilary Boma, furono messi in prigione per oltre un anno insieme a una ventina di laici. Oggi per il personale religioso straniero è difficile ricevere il visto di permanenza. Il governo di Khartoum fa di tutto per ostacolare il cammino della chiesa cattolica. La Conferenza episcopale è stata costretta a dividersi in due Conferenze regionali, una per l'area governativa, l'altra per quella controllata dai ribelli dell'Spia, in quanto i vescovi non possono muoversi liberamente dall'una all'altra. Il loro incontro annuale si tiene a Nairobi in Kenya. Nonostante queste difficoltà, la Chiesa sudanese sta crescendo. Attualmente si calcolano all'incirca 3 milioni 300 mila cattolici su una popolazione di 29,8 milioni. Nelle nove diocesi sono presenti undici vescovi, circa 200 preti locali (contro 60 nel 1980), 136 religiosi, 78 fratelli e 297 suore. I seminaristi sono circa 240. La Chiesa, inoltre, gestisce numerose scuole e i dispensari. Anche il numero dei catechisti è notevolmente aumentato in questi anni: essi rappresentano un indispensabile e capillare strumento di evangelizzazione e di pastorale in tutte quelle aree che possono essere raggiunte dal prete solo saltuariamente. Santa Giuseppina Bakhita, suora canossiana originaria della diocesi di El Obeid, deceduta nel 1947 a Schio, nel vicentino. L'ex-schiava sudanese, figura esemplare di religiosa e di testimone del Vangelo, è, insieme al beato Daniele Comboni, punto di riferimenti per i cattolici sudanesi, afflitti dalla guerra, dalla persecuzione religiosa e dalla carestia. (M..N.) | |