| Tempo di bilanci per i Consorzi PMI Energia Veneto: il consueto appuntamento annuale dei soci, oltre 200 piccole medie industrie che da tempo hanno deciso di adottare una politica energetica basata sul risparmio e la razionalizzazione dei consumi, è stato un momento importante di incontro e verifica dei risultati ottenuti fino ad oggi. Oltre ad aver approvato i bilanci, l'assemblea ha anche riconfermato il Consiglio Direttivo, mentre nella prossima seduta si svolgeranno le elezioni per la presidenza. Il nuovo Direttivo è così composto: Luigi Campagnaro, Tarcisio Milan, Aldo Pizzato, Stefano Brunello, Matteo Frigo, Mario Ganassin e Oreste Nardon. L'attività dei consorzi nell'anno appena trascorso è stata molto intensa e ha visto una notevole espansione del bacino di utenti di energia libera. Questo vale sia per il consorzio che raggruppa le industrie con consumi superiori al milione di KWh/annui, sia per il consorzio di autoproduzione, particolarmente apprezzato dalle imprese con consumi compresi fra i 50 mila e il milione di Kwh/annui. | |
| Queste ultime attendevano da tempo di poter seguire l'esempio delle aziende più grandi, e che, in anticipo sui tempi, possono già da alcuni mesi comprare energie a prezzi ridotti. Si tratta di uno dei primi consorzi in Italia che ha dato accesso al libero mercato dell'energia alle piccole e medie aziende, che rappresenta, in realtà, il vero cuore produttivo del Veneto. "Un segnale importante-ha sottolineato il presidente dei consorzi, Luigi Campagnaro- che verrà rafforzato, nell'anno in corso, da una apposita modifica statutaria che consentirà ai consorzi di trattare direttamente l'acquisto di energia elettrica dall'estero". "C'e molta attesa-ha ribadito Campagnaro- anche per la liberalizzazione del mercato del gas, che dovrebbe essere completata entro l'anno e rappresenta un fronte sul quale i consorzi sono pronti a lavorare. Il mercato elettrico, invece, presenta ancora delle zone d'ombra, dovute da un lato alla non completa liberalizzazione, dall'altro alla forte dipendenza dalle importazioni e dall'esiguo numero di soggetti, produttori e grossisti, che attualmente operano. Ma, più di tutto, pesa il prezzo ancora troppo elevato dell'energia elettrica italiana, dovuto anche agli altissimi costi di generazione per via termoelettrica. "E' quindi sempre più urgente procedere a un rinnovo degli impianti produttivi, con la creazione di centrali a gas ad alto rendimento e a basso impatto ambientale, che opportunamente ubicate in un razionale sistema di bacini energetici potranno consentire l'utilizzazione del calore residuo, per esempio con il teleriscaldamento e le depurazioni- e la riduzione dell'inquinamento elettromagnetico, apportando un beneficio ambientale complessivo nel territorio. Altrimenti, continueremo a essere, assieme all'Irlanda, il Paese dove l'energia costa di più rispetto a tutti gli altri Paesi UE". |