| Il giovane Sebastian, (siamo nel 1500), sogna di diventare un grande marinaio e si imbatte in una vicenda che fa di lui un investigatore, alla ricerca della chiave risolutiva di un mistero. Un uomo è morto, e da allora uno strano intreccio di fatti, nomi e un oggetto prezioso, la croce ugonotta, si addipana in un groviglio che il protagonista si propone di sciogliere per fare luce sul passato. Da questo momento inizia la vera avventura di Sebastian, al termine della quale egli si scoprirà adulto, grazie a un percorso iniziatico intrapreso con il maestro Zubiaur il quale gli insegnerà il metodo per affrontare non solo i problemi della filosofia e della navigazione ma anche, indirettamente, la complessità della vita. "Conosci te stesso" sentenzia il maestro, e tale è l'approdo dell'affascinante viaggio che Sebastian farà per terra prima ancora che per mare, imparando a muoversi nella realtà. Primo volume di una trilogia, La voce delle balene è un romanzo storico, ma anche un giallo, un'avventura, una riflessione sul mondo e sulla vita, il cammino della conoscenza contro l'ignoranza e la meschinità umana. | |
| Questa la ricchezza tematica e narrativa del romanzo dello scrittore basco Edorta Jimenez, leggibile da più punti di vista e per ciò stesso godibile a più livelli e per un pubblico di lettori eterogeneo quanto a gusti ed età. Sebastian, ormai ottantenne, ricorda e ricostruisce gli anni della sua gioventù: nato nel 1571, viveva con la madre, essendo il padre morto nella guerra delle Azzorre combattuta dalla Spagna, e con uno zio, marinaio e pescatore. L'apparizione e la caccia di una balena scuotono la vita del paesino. Per il giovane Sebastian è l'occasione di imbarcarsi e di dimostrare che ormai è un uomo. Per un paio d'anni, dovrà lasciare il suo posto sulla barca dello zio a un cugino, per seguire le lezioni del maestro Zubiaur, indagando su quella morte misteriosa e sui membri della Confraternita dei pescatori, e scoprendo che in realtà il Calvinismo è ben più diffuso di quanto non sembri in apparenza. Giungerà a scoprire, grazie alla logica imparata dal maestro, che nonostante le apparenze la verità è un'altra. Nel frattempo la ragazza di cui era innamorato comincia a frequentare il cugino, il quale dovrebbe arruolarsi obbligatoriamente per partire per la guerra con l'Armata spagnola. Il desiderio di imbarcarsi su una grande nave e di viaggiare verso mari lontani, oltre alla delusione d'amore, lo portano a decidere di occupare il posto del cugino e di imbarcarsi a suo nome verso l'Inghilterra. Un magnifico romanzo, costellato di personaggi singolari e affascinanti: una ricostruzione storica dell'ambiente dei pescatori, del rapporto con il regno di Castiglia in piena espansione coloniale, dell'eresia e dell'Inquisizione, dell'amore, degli affetti familiari e dell'amicizia, del valore dello studio e dell'avventura, ma anche una descrizione e un'inquadratura storica molto efficaci, che fanno da scenario a un mistero che, come dev'essere, viene svelato solo negli ultimi capitoli, lasciando aperte allo stesso tempo le porte al seguito della storia in un ritmo narrativo strepitoso. Nato a Mundatxa, piccolo paese della costa basca di Bizkaia nel 1953, Edorta Jimenez Ormaetxea dopo aver studiato elettronica e giornalismo, si è laureato in Filologia Basca. Ha il titolo D in euskara, che è il massimo titolo ottenibile presso l'Accademia della Lingua Basca. Profondo conoscitore della costa basca, trasferisce nei suoi romanzi questa passione per il mare. Nonostante la sua occupazione principale sia la letteratura, ha lavorato e lavora alle sceneggiature di diversi programmi televisivi, documentari (soprattutto sul mare), serial. Con lo pseudonimo di Omar Nabarro ha pubblicato cinque libri di poesie, genere letterario che ha abbandonato per dedicarsi esclusivamente alla prosa. |