| Ne risulterà una lista di monumenti o luoghi nella quale è l'esperienza della gente a far emergere la bellezza di un'Italia minore, a volte sconosciuta ma non per questo meno importante. Durante la Giornata FAI di Primavera ognuno potrà segnalare il proprio "luogo del cuore" compilando una scheda ritirata presso i banchi FAI che andrà ad aggiungersi alle altre segnalazioni pervenute tramite i coupon sulla stampa e le telefonate al numero 840 50 20 80. A conferma della sempre più stretta collaborazione tra FAI e WIND, sponsor della Giornata, FAI di Primavera dal 1999, tutti coloro che nel corso della Giornata FAI di Primavera si iscriveranno al FAI (adesione Ordinaria euro 38 l'anno, Giovani, fino ai 25 anni, euro15 l'anno) riceveranno in omaggio una maglietta; per le nuove adesioni Famiglia (euro 64 l'anno), Triennale (euro 110 l'anno) ed Emeriti (euro 76 l'anno) verrà data in omaggio anche una carta telefonica Wind prepagata Pronto FAI; chi rinnova l'adesione avrà la carta telefonica Wind prepagata in regalo. Per informazioni sui beni aperti in tutta Italia: tel. 0141/720850 (24 ore su 24). Il FAI consiglia di consultare anche il sito www.fondoambiente.it per avere tutte le informazioni necessarie e l'elenco completo dei monumenti aperti. IL FAI A VICENZA E BASSANO DEL GRAPPA Spesso il pubblico non si accorge di vivere accanto a tesori inestimabili, non conosce la propria città (o villaggio), i suoi strati storici, le vicende da essa vissute, belle e buone non sa di un pittore che ne ripreso l'ambiente o uno scorcio per un capolavoro, che vi è passato, vissuto o morto un gran letterato o di un illustre viaggiatore compiaciutosi della sua arte, della gente, dei costumi e capace di lasciarne traccia memorabile.
Quest'anno l'appuntamento a porte aperte riserva per la città di Vicenza la visita di Palazzo Franceschini-Folco, l'ex palazzo della Questura, opera di Ottavio Bertotti Scamozzi. Il Bertotti, divenuto Bertotti Scamozzi per aver vinto per meriti la borsa di studio costituita dall'eredità di Vincenzo Scamozzi , ha costruito poco e senza mai raggiungere vette eccelse, ma fu tra i maggiori propugnatori del mito palladiano nella seconda metà del '700. Nel 1761 pubblicò Il forestiere istruito delle cose più rare di architettura e di alcune pitture della Città di Vicenza e tra 1776 e 1783 produsse e diede alle stampe la monumentale edizione in quattro tomi Le Fabbriche e i disegni di A.Palladio attestandosi per sempre tra i più eruditi filologi dell'architettura palladiana che in quegli anni viveva una stagione felice per le numerose riprese di temi palladiani nell'architettura occidentale. Il palazzo non ha arredi, se non quelli degli uffici moderni ai quali è adibito l'appartamento monumentale, ma rimangono gli eccellenti decori pittorici di Giovanni Demin e gli stucchi di Giovanni Picutti, realizzati nel primo ottocento, quando la dimora era passata alla casa dei Folco e vi si celebrarono le nozze tra Lodovico Folco e Matilde Priuli.
Nel complesso di Santa Corona si vedrà invece la sala del Capitolo Nuovo, oggi usata come cappella invernale, nella quale sta il gruppo scultoreo della Deposizione di Giacomo Cassetti al quale appartengono anche le statue di Santi e Beati domenicani collocate alle pareti. Il Capitolo Nuovo potrà essere l'occasione per tornare a Santa Corona e percorrerne le tappe maggiori del suo inestimabile patrimonio artistico. I restauri dei chiostri sono in corso e da essi si gode una visione del complesso architettonico della chiesa domenicana. La squillante pala del Bellini ci invita a contemplare un paesaggio di estrema poesia, l'Adorazione dei Magi del Veronese restituisce uno dei momenti più fastosi del lusso cinquecentesco con le sue note lucenti di madreperla, i rossi e gli ori cangianti dei broccati, la mirabile composizione che sorprende per il suo ritmo serrato che urge ai confini tra scena e spettatore. Non si dimentichi di visitare la cripta dove Palladio ha composto la cappella funeraria per Antonio Valmarana, o di salire al coro dei domenicani per ammirare le tarsie di marmi e di pietre dure, gli stalli lignei, il complesso monumentale delle sculture dell'altare. Infine nel bassanese si può ammirare il bellissimo parco con annessa chiesetta di Villa Dolfin a Rosà, riasalente al XVII secolo. Appuntamento domenica 23 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 16.30, anche con visite guidate. Il parco conserva alcune varietà botaniche molto rare. La Villa si sviluppa su 4 piani e il corpo centrale è recintato da 3 barchesse. Nel pomeriggio intermezzo musicale con la Banda Montegrappa di Rosà che esegue la Canzone del Grappa, suonata per la prima volta proprio a Villa Dolfin il 24 agosto 1918 i onore degli Eroi della IV Armata del Grappa. A cura di Gian Antonio Golin, conferenziere del F.A.I e direttore di A.R.P.A.I., Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico |